APPROVATA LA MOZIONE DEL CENTRO DEMOCRATICO SULLA OCCUPAZIONE. CGIL – CISL- UIL: LA PRIORITÀ È IL LAVORO

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La Camera ha approvato, con il parere favorevole del governo, la mozione del Centro Democratico (vedi articolo in questa stessa pagina) primo firmatario Nello Formisano, che impegna l’Esecutivo sulla strada del sostegno all’occupazione e ai settori produttivi finanziando, in particolare, la staffetta generazionale, strumento più efficace in una fase di profonda recessione per ottenere risultati immediati sul fronte della disoccupazione giovanile.
La mozione è stata approvata con alcune modifiche formali che lasciano immutati i contenuti.
Ora non rimane che passare alla adozione dei provvedimenti normativi necessari e allo stanziamento dei fondi.
La grande manifestazione unitaria dei sindacati di Piazza San Giovanni dimostra ancora una volta che il lavoro è la prima emergenza nazionale. Su questa linea, peraltro, sono d’accordo anche la Confindustria, la Conferenza Episcopale e le organizzazioni internazionali a cominciare dall’Unione Europea.

Come ha detto il segretario della CISL, Raffaele Bonanni, dal momento che le risorse sono scarse, devono essere finalizzate, tutte, a ridurre le imposte sul lavoro, in modo da aumentare, nel contempo, la competitività delle imprese e il reddito disponibile delle famiglie.
Chi continua a proporre come prioritari altri punti, come l’abolizione dell’IMU prima casa, non è in sintonia con le esigenze del Paese.
Mai, nel passato, Berlusconi e il PDL sono stati tanto lontani dall’anima profonda dell’Italia e dalle esigenze reali dei cittadini.
Nessuno, sia ben chiaro, può essere favorevole all’IMU. 
Ma la priorità è la riduzione del cuneo fiscale, sia per i motivi già esposti, sia perché un provvedimento in questo campo rimetterebbe in moto l’economia e genererebbe nuove risorse, avviando un circolo virtuoso che potrebbe contribuire in misura significativa a trarre l’Italia fuori dalle secche della recessione.
Se Berlusconi, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, ritiene di scatenare una guerra trasversale contro il governo utilizzando le parole d’ordine della campagna elettorale, Letta deve dimostrare fermezza e coerenza e, se necessario, deve andare allo scontro.
Su questi temi è in gioco il futuro dell’Italia e non può essere consentito a nessuno di puntare a piccoli vantaggi personali di carattere elettorale o clientelare a discapito del rilancio dei settori produttivi