AMATRICE, DOPO IL TERREMOTO PIANO DEL GOVERNO IN TRE FASI: EMERGENZA, RICOSTRUZIONE E PREVENZIONE.

Matteo Renzi

Fuori dalle tendopoli entro un mese: è questo l’obiettivo numero uno messo a punto dal governo per far fronte all’emergenza terremotati. Dopo la tragedia che ha colpito il Centro Italia il governo si mette all’opera e detta l’agenda per gestire il post terremoto con un piano articolato in tre fasi. Scopo principale è quello di dare una sistemazione adeguata agli sfollati, per poi passare alla ricostruzione dei luoghi disastrati. Emergenza, ricostruzione e prevenzione: queste le parole d’ordine del piano ideato dal governo Renzi.
Il primo passo, dunque, sarà togliere gli sfollati dalle tende nel giro di poche settimane. Bisognerà quindi decidere se far arrivare i container nei paesi colpiti o trasferire la gente negli hotel e nei residence della zona.

Nel frattempo verranno realizzati i Musp, i moduli di utilizzo provvisorio scolastico, che devono necessariamente essere pronti per l’inizio dell’anno scolastico. Dopo quattro mesi è previsto lo spostamento della popolazione nei Map, i moduli abitativi provvisori, ovvero le casette in legno che sono state già utilizzate, ad esempio, ad Onna e in altri paesi dell’aquilano dopo il terremoto del 2009. La seconda fase prevede invece lo sgombero rapido delle macerie e la definizione quantitativa precisa dei danni, operazioni finanziate con i fondi della Protezione civile. La terza fase, infine, sarà quella della ricostruzione, che, secondo le promesse del governo, dovrebbe restituire il più possibile i paesi come erano, creando le nuove case vicine a quelle crollate. Si stima che la ricostruzione dovrebbe partire entro la primavera del 2017, dando priorità a scuole e abitazioni, ma verranno recuperati anche i monumenti e i simboli. A tutto ciò va aggiunta anche l’operazione “Casa Italia”, il piano del governo per la prevenzione, finanziato con tre miliardi di euro all’anno, per rendere il paese più sicuro davanti ai rischi sismici. 
Entro dicembre, gennaio al massimo, le casette dovrebbero essere pronte. Anche perché il Dipartimento ha un vantaggio: la gara per la scelta delle imprese che dovranno realizzarle è già stata fatta e conclusa. E i soldi, 1,2 miliardi complessivi, sono già stati stanziati. Franco Gabrielli, quando era capo del Dipartimento, fece infatti una serie di gare Consip preventive, per non trovarsi impreparato in caso d’emergenza. Una di queste gare riguardava proprio la fornitura di “soluzioni abitative d’emergenza”. Ed è qui che il presidente dell’Anac Raffaele Cantone entrerà in gioco, al fianco di Errani, per vigilare sulla trasparenza degli appalti. “Ci saranno i soldi che serviranno”, assicura il sottosegretario Claudio De Vincenti. Ma davanti a “circostanze eccezionali”, come il sisma, il governo è pronto a sostenere le sue ragioni davanti alla commissione Ue per chiedere lo scomputo degli investimenti per la ricostruzione fuori dal patto di stabilità.