ALTRE ACCUSE PER FORMIGONI DALL’INCHIESTA SULLA SANITÀ LOMBARDA.

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                                                                                     L’OPINIONE

di Nicola Tranfaglia
Ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università di Torino

Poi dicono che la mafia è un fenomeno essenzialmente meridionale e anzi siciliano. Ma quando si ha modo di leggere i brani dei verbali degli interrogatori che i pubblici ministeri della Procura di Milano hanno fatto nei giorni scorsi  ai fedelissimi dell’ex presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni, già destinato a ritornare, a fine febbraio, nel Senato della Repubblica, c’è da pensare che gruppi di poche persone legate a un potente uomo politico si comportino in tutto il paese con accordi sotterranei e lotte contro il merito e i pubblici concorsi aperti a tutti gli italiani muniti dei titoli necessari e creino in questo modo un ambiente che assomiglia molto, forse troppo, a quello meridionale e siciliano di cui parlano nei loro libri o nelle loro lezioni universitarie gli studiosi del fenomeno mafioso.

Mi riferisco a una pagina pubblicata (la numero 27 per la precisione) ieri ventuno febbraio dal Corriere della Sera  in cui il sovrintendente sanitario della Fondazione Maugeri, Antonio Spanevello, ha riferito che  nel caso del ruolo su un bando indetto nell’estate 2011 per pazienti subacuti a Legnano, ha chiesto al suo capo Costanzo Passerino di rivolgersi al sottosegretario alla presidenza della Regione con delega all’attuazione del programma e all’Expo Paolo Alli, imposto da Formigoni nella lista alla Camera del PDL con la sicurezza di essere eletto.
Poi dicono che la mafia è un fenomeno essenzialmente meridionale e anzi siciliano. Ma quando si ha modo di leggere i brani dei verbali degli interrogatori che i pubblici ministeri della Procura di Milano hanno fatto nei giorni scorsi  ai fedelissimi dell’ex presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni, già destinato a ritornare, a fine febbraio, nel Senato della Repubblica, c’è da pensare che gruppi di poche persone legate a un potente uomo politico si comportino in tutto il paese con accordi sotterranei e lotte contro il merito e i pubblici concorsi aperti a tutti gli italiani muniti dei titoli necessari e creino in questo modo un ambiente che assomiglia molto, forse troppo, a quello meridionale e siciliano di cui parlano nei loro libri o nelle loro lezioni universitarie gli studiosi del fenomeno mafioso.
Mi riferisco a una pagina pubblicata (la numero 27 per la precisione) ieri ventuno febbraio dal Corriere della Sera  in cui il sovrintendente sanitario della Fondazione Maugeri, Antonio Spanevello, ha riferito che  nel caso del ruolo su un bando indetto nell’estate 2011 per pazienti subacuti a Legnano, ha chiesto al suo capo Costanzo Passerino di rivolgersi al sottosegretario alla presidenza della Regione con delega all’attuazione del programma e all’Expo Paolo Alli, imposto da Formigoni nella lista alla Camera del PDL con la sicurezza di essere eletto.