ACCORDO WHIRLPOOL, UNA VITTORIA DELLA CONCERTAZIONE E UN SEGNALE IMPORTANTE PER L’INDUSTRIA ITALIANA

Matteo-Renzi

L’accordo Whirlpool segna una svolta nella politica industriale. È un grande accordo in quanto parte da una situazione difficile in cui la società voleva licenziare duemila dipendenti e si conclude con una intesa che prevede nessun licenziamento, un numero consistente di nuove assunzioni e 513 milioni di investimento nei prossimi quattro anni.
Un grande risultato, frutto della azione congiunta di sindacati, governo, regioni che, muovendosi in modo coordinato, hanno convinto la società a cambiare completamente il piano industriale.
Un risultato che la società ha, alla fine, condiviso pienamente, elaborando un piano industriale completamente nuovo, che è alla base dell’accordo e che comporta un rilancio della azienda la quale si avvia a diventare una realtà con la quale tutti in Europa dovranno fare i conti.
Una buona notizia, per l’industria italiana, per l’occupazione e per il governo che riesce a risolvere in modo brillante una crisi che, all’inizio, si presentava veramente difficile.
Un esito che ha richiesto un impegno costante dei sindacati di categoria, dei presidenti e assessori delle regioni coinvolte, del ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi e dello stesso Presidente del Consiglio Matteo Renzi, nonché, ovviamente, dei rappresentanti della società.
Un esito sul quale tutti dovrebbero riflettere perché comporta la affermazione di un nuovo metodo di lavoro, basato sulla sintonia fra le parti sociali, sulla intesa fra sindacati e governo, in altri termini sulla concertazione, per usare una parola che oggi non è tanto di moda.
Renzi, che è un pragmatico, sicuramente apprezzerà il risultato e saprà come utilizzare anche in altre circostanze e per altre crisi industriali o per altri problemi le procedure seguite per questo caso.
Forse è il momento di rivalutare uno strumento consolidato  a cui si devono grandi riforme negli anni ’90 e che potrebbe assicurare risultati eccellenti anche ai giorni nostri.