ACCORDO STORICO PER IL NUCLEARE IRANIANO. NECESSARIE ULTERIORI GARANZIE PER LA SICUREZZA DI ISRAELE

Benjamin Netanyahu

L’attenzione della politica internazionale è stata negli ultimi giorni concentrata sulle trattative per il nucleare iraniano. Il trattato, firmato a Vienna tra l’Iran ed i rappresentati dei Paesi del Consiglio di Sicurezza dell’ONU insieme a Germania ed Unione Europea, stabilisce che Teheran accetti uno stop all’arricchimento dell’uranio e le ispezioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ai suoi siti nucleari. In cambio ottiene la revoca delle sanzioni economiche che l’avevano colpita nell’ultimo decennio. Si tratta di un accordo che potrebbe modificare totalmente gli equilibri politici mediorientali, con effetti che attualmente sono difficilmente prevedibili. 
Per prima cosa, infatti, il ritorno sul mercato del petrolio iraniano potrebbe avere un effetto dirompente sull’economia delle potenze petrolifere del Golfo Persico. In una situazione in cui il prezzo del greggio è già basso, grazie al gas ed al petrolio di scisto di provenienza americana, l’arrivo del petrolio di Teheran potrebbe portare ulteriormente verso il basso i prezzi, riducendo di molto il potere contrattuale delle monarchie petrolifere. L’Arabia Saudita, in particolare, vede a questo punto ridotta di molto la sua forza economica, e proprio nel momento in cui l’Iran ritorna sulla scena internazionale. Teheran, infatti, è il principale avversario geopolitico della monarchia saudita. I due Paesi, quello saudita principale sponsor dell’Islam sunnita e l’Iran dell’Islam sciita, stanno di fatto combattendo una “guerra per procura” nello Yemen, con i sauditi che sostengono il governo legittimo e gli iraniani i ribelli Houti, di religione sciita. 
Un capitolo a parte, poi, riguarda lo Stato di Israele. Il governo israeliano, infatti, ha per anni considerato l’Iran come il principale pericolo alla propria sicurezza. Ciò è giustificato dalla politica degli iraniani degli ultimi anni. Teheran dà infatti il proprio sostegno alle milizie Hezbollah, che minacciano da nord lo Stato ebraico, che ha, quindi, giustificate ragioni nel considerare un errore l’accordo di Vienna. È quindi necessario che la comunità internazionale, e gli Stati Uniti in particolare, diano maggiori sostegni, sul piano della sicurezza, a Israele, sia nei confronti dell’Iran che dei Paesi arabi, per garantire agli israeliani la necessaria tranquillità in una area difficile come il Medio Oriente.