VERTICE A ROMA CONTRO L’ISIS. LA BATTAGLIA DECISIVA SARÀ IN LIBIA. L’ITALIA ALLA GUIDA DELLA COALIZIONE INTERNAZIONALE

Paolo Gentiloni e John Kerry

Con il vertice di Roma dello “small group” la guerra contro l’Isis ha fatto un passo in avanti probabilmente decisivo. Oggetto della riunione era un esame complessivo della situazione, partendo dalla Siria e dall’Irak. Ma l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla Libia, anche perché sono giunte notizie che i terroristi starebbero trasferendo le unità scelte sul territorio nord africano, per lo scontro decisivo con i musulmani moderati e con i paesi occidentali.
L’incontro ha consacrato il ruolo dell’Italia, il cui ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha presieduto il vertice congiuntamente al segretario di Stato Usa John Kerry. 
Il nostro Esecutivo, che è stato destinatario di elogi plateali da parte del ministro degli Esteri di Obama, ha convinto gli interlocutori ad attendere, prima di avviare l’intervento in Libia, la formazione del governo di unità nazionale a Tripoli.
La formazione di tale governo, che sarà presieduto da Fayez Al Serraj è ormai imminente e potrebbe segnare il punto di svolta per il Paese nord africano. Per la prima volta da oltre due anni, infatti, lo Stato sarà sotto la guida di un unico esecutivo, in grado di coordinare gli sforzi per sconfiggere definitivamente l’Isis e di riportare l’ordine. Agli inizi della prossima settimana dovrebbe essere pronta la compagine definitiva dei ministri. E, secondo indiscrezioni attendibili, questa volta non dovrebbe mancare l’approvazione del Parlamento di Tobruk, adempimento essenziale per dare legittimità istituzionale al passaggio delle consegne di fronte alla comunità internazionale.
A tal fine Fayez Al Serraj sta facendo ogni sforzo per assicurare un equilibrio di rappresentanza tra le due parti della Libia, cosa che si è rivelata molto complicata e che ha ritardato il processo di formazione del governo. Deve, poi, ed è la cosa più importante, riuscire a mettere sotto controllo le diverse milizie e coordinarle al fine di combattere l’Isis in modo efficace. 
I terroristi sono trincerati a Sirte ed a Derna, dove hanno trovato la solidarietà dei fedelissimi di Gheddafi, desiderosi di prendersi la rivincita contro le forze che defenestrarono il dittatore e contro i paesi europei che presero parte a quel conflitto. 
È indispensabile che il nuovo Esecutivo possa contare su un sostegno incondizionato dell’occidente e, in particolare, dell’Italia. Questo sostegno deve essere politico, economico ed anche militare. Qualora la Libia dovesse chiedere supporto contro gli islamisti, quindi, si deve essere pronti a fornirlo, ricordando che, come il premier Renzi ha più volte sottolineato, la sicurezza nazionale passa per la stabilità della Libia, stabilità che richiede un impegno diretto dell’Italia alla guida di una missione internazionale di lunga durata.