VATILEAKS 2: CINQUE ALLA SBARRA, COMPRESI I GIORNALISTI NUZZI E FITTIPALDI

Vaticano

Sono in tutto cinque i rinviati a giudizio davanti al Tribunale della Santa Sede nell’ambito dell’inchiesta denominata Vatileaks 2, sulla sottrazione e diffusione di documenti riservati. 
Si tratta del monsignore Lucio Vallejo Balda, già in stato di fermo dentro le celle vaticane dal giorno in cui l’inchiesta è esplosa; della consulente Francesca Chaouqui, inizialmente arrestata e poi rilasciata per la sua collaborazione alle indagini; di Nicola Maio, ex collaboratore della Commissione referente sulle strutture economiche e amministrative della Santa Sede (Cosea); e infine dei due noti giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi.
Tutti finiranno alla sbarra: ai primi tre viene contestato il reato di associazione a delinquere, mentre ai giornalisti Fittipaldi e Nuzzi la diffusione di notizie o documenti concernenti gli interessi fondamentali del Vaticano.  In altre parole, secondo la magistratura di Oltre Tevere, Vallejo Balda, Chaouqui e Maio si procuravano  e divulgavano, approfittando dei loro rispettivi incarichi, documenti e notizie sensibili della Santa Sede, mentre Fittipaldi e Nuzzi sollecitavano ed esercitavano pressioni per ottenere tali documenti, da divulgare poi nei libri da loro pubblicati in Italia. 
Si tratta rispettivamente dei bestseller  “Avarizia” e “Via Crucis”, che svelano, proprio grazie alla pubblicazione di carte segrete, affari, scandali e ricchezze della Santa Sede. 
Bisognerà attendere il 24 novembre per l’apertura del processo, ma una cosa sembra essere certa: per il codice penale vaticano i reati contestati  sono ritenuti di enorme gravità e punibili con la reclusione da quattro a otto anni. Per questo il Tribunale di Città del Vaticano sembra intenzionato ad usare il pugno duro.