UN MINISTERO PER IL MEZZOGIORNO, PRIMO PASSO PER IL RILANCIO DEL SUD AL SERVIZIO DELL’ECONOMIA NAZIONALE

Matteo-Renzi
I recenti dati sul reddito pro capite in Italia hanno fornito un quadro molto preoccupante, addirittura peggiore delle più fosche previsioni. Se infatti è risaputo che il nostro paese, fin dai tempi dell’unità, vive una forte dicotomia tra Nord e Sud, pochi avrebbero immaginato che il divario fosse giunto a questo punto. Secondo l’Istat, infatti, il reddito pro capite medio di chi vive e lavora nell’Italia settentrionale è pari all’incirca a 33.500 euro, cioè quasi al doppio di chi risiede al Sud, dove è di circa 17.200 euro. Al Sud, inoltre, ci sono zone con un reddito pro capite addirittura inferiore. È il caso, ad esempio, della provincia di Napoli dove, secondo quanto riportato dall’Istituto di statistica, il reddito medio è di soli 16.100 euro annui, tra i più bassi d’Europa.
Sono indubbiamente cifre che dovrebbero fare riflettere, specie in un clima in cui il Mezzogiorno è praticamente sparito dalla agenda di tutte le forze politiche. C’è bisogno di investimenti e di progetti di sviluppo che esaltino le potenzialità dell’Italia meridionale, non solo nel turismo, ma anche nei settori dell’industria e del terziario. 
Non si tratta di privilegiare la politica assistenziale o gli investimenti “a pioggia” che, secondo alcuni, avrebbero caratterizzato la Cassa per il Mezzogiorno.  Idea falsa, peraltro, in quanto, in realtà, la Cassa serviva a ripianare, solo in minima parte, il divario fra il Centro-Nord e il Sud in termini di spesa pubblica, dato che, contrariamente a quanto si è voluto far credere, i fondi ordinari dello Stato sono stati sempre orientati, in prevalenza verso le regioni settentrionali e centrali.
Si tratta, invece, di iniziare una politica di sviluppo che parta dalle aree meridionali e coinvolga tutto il paese nella convinzione che il Sud rappresenti una occasione di rilancio per tutta l’Italia e non un freno. Servono risposte e servono subito, e certo non possono venire da forze politiche, quali ad esempio il  partito di Salvini, che dopo anni di governo inconcludente e dopo avere per decenni insultato e bistrattato i cittadini del Mezzogiorno pretende di ergersi a paladino delle genti meridionali. Ci vuole una seria politica meridionalista, non le false promesse di chi, con una breve dichiarazione di scuse, pretende in un attimo di cancellare venti anni di politica nord-centrica portata avanti insieme a Berlusconi e che ha contribuito allo stato di abbandono in cui ci si trova adesso.
In questo momento solo la maggioranza di centrosinistra è in grado di lanciare e di concretizzare una proposta di sviluppo. In questo senso l’ipotesi che il premier Renzi starebbe pensando di creare un ministero “ad hoc” per il Sud sarebbe certamente un primo passo nella giusta direzione, consentendo finalmente un coordinamento per l’utilizzo delle risorse, fondi europei in primis, che, almeno in parte, ci sono e che devono essere meglio gestite. Non c’è bisogno dell’ennesimo carrozzone finalizzato ad alimentare clientele o a dare un contentino alla pubblica opinione meridionale, ma di una vera cabina di regia, con poteri e fondi per un progresso armonico del Sud, a beneficio dell’intera Italia.