TRUMP PRESIDENTE, UNA VITTORIA DELL’ISOLAZIONALISMO. IL PRECEDENTE DI WARREN HARDING

Donald Trump

La politica internazionale è stata sorpresa dall’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti. La vittoria del tycoon newyorkese sull’ex Segretario di Stato Hillary Clinton, non prevista dai sondaggi, ha generato interrogativi su quale strada prenderà la politica americana e sulle ragioni di questo inaspettato successo. Secondo molti osservatori si è trattato di una vittoria dell’America rurale ed isolazionista che vuole un Presidente che si concentri meno sulla politica estera e più sulla politica interna e sui problemi dell’industria, in particolare per quanto riguarda gli Stati del Midwest, dove la crisi economica ha colpito molto forte e la grande ripresa che c’è stata sotto l’amministrazione Obama è stata più debole rispetto alla costa est e a quella pacifica.
Non a caso, infatti, Trump ha vinto nei distretti industriali di Ohio e Minnesota, che avevano votato democratico alle passate elezioni, promettendo più investimenti in infrastrutture e un innalzamento dei dazi doganali rivolto principalmente a contrastare i prodotti cinesi. Una politica, quindi, principalmente rivolta verso l’interno. È qualcosa che in America è già successa nelle elezioni del 1920, che portarono alla Presidenza Warren Harding ed inaugurarono il decennio repubblicano degli anni venti. Anche in quel caso gli Stati Uniti venivano da una presidenza democratica con Woodrow Wilson, dalla partecipazione alla prima guerra mondiale e dal negoziato per l’ingresso nella Società delle Nazioni. Harding fu eletto proprio in opposizione a questo eccessivo peso della politica estera nell’ambito delle priorità degli Stati Uniti ed anche in quel caso l’opposizione arrivava dagli Stati centrali del Midwest. Gli Usa degli anni venti, inoltre, venivano da un periodo di grande immigrazione, soprattutto europea, che aveva destato preoccupazione nell’elettorato e la vittoria dei repubblicani fu dovuta anche a questa ragione.