TRAGEDIA DI PALAGONIA, L’ ACCOGLIENZA VA CONIUGATA CON LA SICUREZZA. NECESSARIA UNA MAGGIORE PRESENZA DELLO STATO.

il ministro dell'Interno Alfano

L’omicidio dei due coniugi di Palagonia è un evento drammatico sul quale si sono innestate strumentalizzazioni e polemiche volte a sfruttare l’evento in chiave politica.
Matteo Salvini non è da prendere in alcuna considerazione.  Non ha idee, non gli interessa la soluzione dei problemi. Per lui l’unico obiettivo sono i voti. 
Emanuele Fiano gli ha ricordato che i problemi dell’Italia sono esasperati dal Trattato di Dublino che fu firmato dal governo Berlusconi di cui faceva parte anche la Lega. Ma Salvini probabilmente non sa nemmeno cosa è il Trattato di Dublino e, se lo sa, non gliene interessa assolutamente nulla.
Però, al di là di ciò che dice Salvini, il problema rimane. Le parole della figlia delle vittime secondo la quale, se i suoi genitori sono morti, è anche colpa dello Stato non possono essere archiviate come lo sfogo di una persona colpita da un gravissimo lutto. La Signora Solano non è stata mossa dalla rabbia. È stata talmente razionale nella sua invettiva che non ha detto “è colpa dello Stato” ma “è anche colpa dello Stato”. La compostezza della sua reazione deve indurre a una riflessione seria sull’accaduto. Perché è indubbio che ci siano colpe dello Stato. Dare asilo ai profughi non significa accoglierli e lasciarli in un centro di accoglienza dove gli onesti, che sono la stragrande maggioranza, marciscono in attesa di un domani di lavoro e di integrazione che non arriva e i malfattori, che sicuramente sono una piccola minoranza, possono approfittare della disorganizzazione e della confusione per dedicarsi con profitto a loschi traffici che, purtroppo, possono anche sfociare in crimini come quello consumato a Palagonia.
Dare asilo significa lavorare per un prospettiva di pacifica convivenza e di integrazione per quelli destinati a rimanere in Italia e accelerare le pratiche di trasferimento per coloro che vanno ricollocati in altri stati.
La prima regola per una pacifica convivenza è rafforzare la presenza dello Stato. Un centro come il CARA di Mineo, che ospita oltre tremila migranti richiede un potenziamento  e un controllo capillare del territorio da parte delle forze dell’ordine.  E non bisogna aspettare che qualcuno venga ucciso per provvedere. Bisogna prevenire, in quanto anche episodi minori che non abbiano un esito letale possono mettere a repentaglio la tranquillità delle comunità locali coinvolte e portare la popolazione ad assumere atteggiamenti di contrasto alla politica di accoglienza che, invece, non si verificherebbero se il problema fosse gestito con oculatezza.
La sicurezza è la funzione primaria dello Stato, è prevenzione, è controllo del territorio, è capacità di essere al fianco dei cittadini onesti, di difenderli e di garantire i loro diritti. È un diritto fondamentale dei cittadini tutelato costituzionalmente.   
In materia di sicurezza non possono esserci vincoli di bilancio, in quanto uno stato che non riesce a garantire la sicurezza è uno stato che non esiste. 
E il discorso, ovviamente, va al di là dell’episodio specifico e riguarda tutto il Mezzogiorno in cui ci sono aree nelle quali lo Stato non riesce a garantire la tranquillità della vita privata e degli affari e, spesso, non riesce a garantire nemmeno la impermeabilità delle pubbliche funzioni, come dimostrano i tanti comuni sciolti per mafia.
Salvini ha torto quando lancia i suoi slogan in quanto un politico deve essere in grado di proporre una linea funzionale alla risoluzione dei problemi. E la linea di Salvini è talmente primitiva, talmente inconcludente, talmente contraddittoria che se la seguissimo avremmo contemporaneamente i clandestini, le stragi in mare, le rivolte di piazza e l’esecrazione del mondo contro il nostro Paese.
Però, dire soltanto che Salvini è uno sciacallo è una sterile polemica politica.
Sarebbe molto meglio lavorare per risolvere i problemi che i fatti di Palagonia hanno portato in primo piano e che tutti sapevamo che esistono a prescindere dai profughi e dalle strumentalizzazioni di bassa lega di eventi tragici come quelli di questi giorni.