TERREMOTO AD AMATRICE. È IL MOMENTO DELLA SOLIDARIETÀ. NO ALLE POLEMICHE E ALLA DIFFUSIONE DI NOTIZIE SENZA FONDAMENTO SCIENTIFICO

terremoto-amatrice
In un momento di grande dolore come questo con oltre cento morti e migliaia di feriti e di senza tetto è doveroso mettere da parte le polemiche per superare con la solidarietà e l’impegno comune la sciagura che si è abbattuta sul Paese.
Solidarietà che è stata grande in queste prime ore, a testimonianza del fatto che il Paese reale è migliore della rappresentazione che ne viene data.
Se anche ci fossero delle responsabilità, dei ritardi, delle manchevolezze, il rispetto per le vittime e la esigenza primaria di non intralciare le operazioni di soccorso impongono di rinviare a una fase successiva a quella dell’emergenza l’analisi dei fatti e le recriminazioni, i dubbi, le accuse per eventuali negligenze o errori che siano stati commessi.
Per la verità, possiamo rilevare che i principi sopra evidenziati sono stati rispettati in questa occasione pressoché da tutti, politici, osservatori, commentatori, esperti.
Ma, qualche nota stonata c’è sempre e, purtroppo, trova anche spazio sui media.
Al fine di sgomberare il campo da discussioni sterili che non porterebbero a nessun risultato concreto, è bene ricordare che, al momento, non c’è alcuna possibilità di prevedere i terremoti. Lo afferma, in modo inequivocabile la scienza e lo affermano anche le sentenze, come quella relativa al sisma dell’Aquila che ha assolto i componenti la commissione grandi rischi, e ha condannato uno solo degli imputati, ma con una motivazione che non ha nulla a che fare con un errore nella previsione dell’evento.
Invece, devono essere oggetto di riflessione la prevenzione, la riqualificazione del patrimonio edilizio, la cura del territorio, il perfezionamento della macchina dei soccorsi, la predisposizione di idonee vie di fuga.
Passata l’emergenza è su questi temi che si dovrà incentrare il dibattito. Gli organi di informazione hanno una grande responsabilità, selezionare le notizie, le dichiarazioni, le opinioni, avendo come riferimento non l’impatto sulla pubblica opinione, bensì il bene della comunità. In tale contesto, soprattutto in circostanze drammatiche, vanno fatte scelte responsabili. Un giornalista ha il dovere di pubblicare quelle informazioni e opinioni che diano un quadro corretto della realtà e di non diffondere quelle che sono palesemente infondate.