SU GIULIO REGENI L’UE SI SCHIERA DALLA PARTE DELL’ITALIA. L’EGITTO APRE ALLE INDAGINI CONGIUNTE

GIULIO-REGENI

Sull’omicidio di Giulio Regeni anche l’Ue si schiera dalla parte dell’Italia e chiede all’Egitto la verità sul caso. La condanna di Strasburgo arriva unanime: gli eurodeputati, infatti, hanno approvato a larghissima maggioranza una risoluzione presentata da tutti i gruppi, fatta eccezione per Marine Le Pen e Matteo Salvini, con la quale denunciano la misteriosa e barbara uccisione del giovane ricercatore universitario italiano.
Ma non solo. La risoluzione approvata dal Parlamento europeo  è a tutti gli effetti un monito, con il quale gli eurodeputati chiedono al Cairo e alle autorità egiziane maggiore trasparenza ed imparzialità sulle indagini in corso, ma soprattutto di fornire alle autorità italiane “tutte le informazioni e i documenti necessari”, per consentire lo svolgimento di indagini rapide e congiunte tra i due Paesi.

Proprio sull’ipotesi di portare avanti indagini congiunte i magistrati egiziani si sono dimostrati sempre riluttanti, frenando così la collaborazione tra Italia ed Egitto.
Tra le due magistrature si sarebbero addirittura registrate divergenze circa le modalità di tortura e di morte del giovane italiano. Secondo l’autopsia svolta dai medici egiziani, Regeni sarebbe morto la mattina del 3 febbraio; l’esame svolto in Italia invece dice che la morte del ricercatore risalirebbe al 30-31 gennaio, dunque almeno 2 giorni prima di quanto dicono le autorità del Cairo. La chiusura da parte egiziana a qualsiasi tipo di collaborazione italiana ha di fatto rallentato una più rapida soluzione del caso.  
Dopo settimane di versioni contrastanti sulla morte del giovane ricercatore italiano, scomparso il 25 gennaio scorso, la verità sembra essere ancora lontana, ma arriva una novità importante. Che sia stato o meno il monito lanciato dal Parlamento europeo, sta di fatto che sul caso Regeni l’Egitto ha deciso di fare dietrofront e cambiare atteggiamento, dicendo sì alle indagini congiunte. Il Cairo, infatti, ha invitato gli inquirenti italiani in Egitto, al fine di essere informati sugli ultimi sviluppi investigativi relativi alla morte del giovane italiano.