STRACHE E HOFER (FPO) VINCONO IL PRIMO TURNO DELLE PRESIDENZIALI IN AUSTRIA. SCONFITTA SENZA APPELLO PER POPOLARI E SOCIALDEMOCRATICI

Norbert Hofer

Le elezioni presidenziali austriache, probabilmente, alla fine, daranno un risultato più rassicurante. Ma l’esito del primo turno è sufficiente come elemento di riflessione per i governi e i partiti di tutti i paesi dell’Unione.
Era previsto un largo successo dell’FPO, il partito che aveva fatto della lotta contro l’immigrazione uno dei punti centrali della sua proposta politica. Tutti i sondaggi, però, davano, comunque, per favoriti i Verdi che erano su posizioni molto più ortodosse su questo come su altri temi di rilevanza sovranazionale. Ma i partiti di governo, socialdemocratici e popolari, di fronte alla prospettiva di una sconfitta annunciata, hanno avuto la brillante idea di tentare di fermare l’avanzata della destra populista, facendo proprio il suo principale cavallo di battaglia, la lotta contro gli immigrati.
Così è stata presa la decisione di costruire una barriera al Brennero, una decisione improvvisata e non giustificata, nemmeno, da una emergenza in corso. Poi, è stato precisato che si trattava solo di misure preventive, finalizzate a controllare auto e camion che attraversano il confine. Era inevitabile pensare, però, che era il preludio a misure ancora più restrittive, che potrebbero arrivare, qualora la crisi dei migranti dovesse subire un ulteriore peggioramento, anche alla chiusura totale della frontiera. 
E, soprattutto, molti hanno pensato che fosse un riconoscimento della validità delle tesi del partito della Libertà. 
Il risultato è stato che, di fronte a una legittimazione, proveniente dal governo stesso,delle posizioni tradizionali della destra, anche gli incerti sono stati spinti a votare per l’FPO, regalando un successo molto più ampio a tale partito.
Ora c’è preoccupazione non solo a Vienna ma anche a Bruxelles, ma il trionfo di Hofer è il risultato dell’insipienza della classe dirigente dell’Austria e dell’Unione.
La linea da seguire era un’altra, contrastare con fermezza le posizioni dell’FPO e dimostrare che quella proposta dai suoi esponenti era una ricetta sbagliata e non realizzabile. Ma bisognava e bisognerebbe, anche, opporre alle tesi rozze e inconcludenti di quel partito una proposta seria per affrontare il problema dei migranti. Una proposta che non può non essere concordata a livello comunitario, perché il problema investe tutta l’Unione, e gli interventi dei singoli stati sono, inevitabilmente, inadeguati.
Peraltro, la funzione dell’Unione è, proprio, di risolvere i problemi che superano la dimensione nazionale.
In mancanza di sostegno a Bruxelles e non avendo idee proprie da proporre i partiti tradizionali  hanno pensato di rincorrere Strache e Hofer sul terreno della demagogia.
Il risultato, prevedibile, è che gli elettori hanno preferito l’originale alle copie e hanno votato in massa per Hofer abbandonando i partiti di governo che hanno fatto registrare un dato elettorale inferiore al più pessimistico dei sondaggi. Si sono fermati, entrambi, all’11 per cento circa, superati non solo dall’FPO giunto al 35 per cento, ma anche dal rappresentante dei Verdi Alexander van der Bellen al 21 per cento e dalla candidata indipendente Irmgard Griss che, senza nessuna organizzazione alle spalle, ha ottenuto circa il 19 per cento dei voti.
È da sperare che la lezione serva, non tanto ai politici austriaci che, difficilmente, si riprenderanno dalla sconfitta, ma ai tanti leader inadeguati in giro per l’Europa che ritengono di poter coprire le proprie manchevolezze culturali e programmatiche scimmiottando i movimenti sciovinisti con risultati disastrosi per i loro partiti, per i popoli europei e per l’Unione nel suo complesso.