STAFFETTA GENERAZIONALE, FORMISANO (ITALIA DEI VALORI): MEGLIO TARDI CHE MAI

Nello Formisano

“Finalmente anche il ministro Poletti e il premier Renzi hanno capito che la staffetta generazionale è l’unica via attraverso la quale rendere possibile, in tempi rapidi, l’ingresso nel mondo del lavoro dei nostri giovani, come momento di ripresa dell’occupazione in Italia.
Ad affermarlo, in una nota, è l’on. Nello Formisano (Idv), portavoce parlamentare dell’Italia dei Valori, il quale aggiunge: “Ricordiamo a entrambi che questo Parlamento, già per due volte e all’unanimità, si è pronunciato su due ordini del giorno di cui sono stato il primo firmatario, che individuavano nella staffetta generazionale la più concreta ipotesi di creazione di nuova occupazione. Meglio tardi che mai”.
“L’Italia dei Valori ha depositato una proposta di legge alla Camera di riforma della legge Fornero, perché aveva peggiorato le condizioni dei lavoratori italiani rispetto a quelli europei. Si calendarizzi quanto prima la discussione”, conclude la nota.
                           
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La dichiarazione di Nello Formisano ha la nostra piena condivisione.
Questo giornale è stato da sempre al fianco del parlamentare di Italia dei Valori in questa battaglia che è una battaglia di valori civili prima ancora che di ordine economico.
Gli ipocriti, i giuristi di corte e i falsi economisti che si scagliano contro la Consulta facendo finta di difendere le nuove generazioni dovrebbero sapere che i giovani non vogliono elemosine, ma vogliono il diritto ad entrare nel mondo del lavoro. E questo diritto è frustrato da una classe dirigente, prima ancora che politica, burocratica e tecnocratica, abbarbicata alla poltrona che impedisce quel naturale turn over che avviene in tutte le società aperte e che, in Italia, invece, è bloccato da anni.
Noi non abbiamo mai fatto mancare, quando lo abbiamo ritenuto opportuno, le osservazioni critiche nei confronti del governo. In questo caso crediamo alle parole di Renzi e siamo certi che vuole veramente modificare la legge Fornero che è stata disastrosa per le imprese, per la Pubblica Amministrazione, per l’occupazione e, anche per le finanze pubbliche e per i conti dell’INPS. D’altronde, chiunque abbia un minimo di buon senso, anche senza avere nozioni di economia, sa bene che le finanze pubbliche e la previdenza pubblica sono variabili dipendenti della economia. 
Tenere fuori dal mondo del lavoro i giovani e costringere i lavoratori che erano a un passo dalla pensione a cinque anni supplementari di attività ha provocato  costi più elevati e maggiori inefficienze per le aziende, una sclerotizzazione crescente per la Pubblica Amministrazione, consumi più bassi e recessione. Alla fine, il conto è negativo anche per l’INPS che, a seguito della crisi, vede le sue entrate peggiorare, soprattutto in prospettiva, molto di più di quanto abbia potuto risparmiare con le minori uscite derivanti dall’innalzamento dell’età pensionabile.
Quindi, ben venga l’idea di Renzi di rendere più flessibile il conseguimento del diritto alla pensione. Abbiamo, però, abbastanza esperienza di precedenti tentativi falliti per sapere che ora inizierà un fuoco di sbarramento teso a imbrigliare il Presidente del Consiglio.
Noi diamo un consiglio, ovviamente non richiesto ma proprio per questo più convinto, al Premier. Almeno in questo campo faccia il rottamatore anche sul piano istituzionale. Non ascolti consigli da presunti esperti, tecnici e consulenti che hanno superato i sessanta anni, e, magari, anche da quelli che sono alle soglie di quella età critica.  Appartengono agli stessi ambienti che hanno scritto e/o sostenuto la riforma Fornero, che hanno provocato il fenomeno degli esodati, che sono stati bocciati dalla Corte Costituzionale in tema di perequazione. In questo caso, peraltro, sono in palese conflitto di interessi e, quando si schierano contro la staffetta generazionale non difendono gli interessi dell’Italia ma i propri interessi personali (andrea daniro).