SPAGNA, RAJOY (PARTITO POPOLARE) OTTIENE LA FIDUCIA. MA IL GOVERNO È DEBOLE. PEDRO SANCHEZ ALL’ATTACCO PER RICONQUISTARE IL PSOE

Premier Spagna Mariano Rajoy

Dopo dieci mesi di attesa la Spagna ha finalmente un nuovo governo. Il leader del Partito Popolare Mariano Rajoy ha ottenuto la fiducia del Parlamento e si accinge a formare un nuovo Governo. È stato evitato il rischio di dovere tornare per la terza volta alle urne, con un accordo tra il Partito Popolare, i socialisti ed i centristi di Ciudadanos. Sono però molti ad avanzare dubbi sulla tenuta del nuovo Esecutivo. Fra Popolari e socialisti mancherebbe, secondo la stampa spagnola, un reale accordo sul programma che per i popolari dovrebbe tendere verso politiche liberiste, mentre per i socialisti dovrebbe essere orientato ad assicurare più welfare, anche a costo di un aumento della spesa pubblica.

Ma, al di là dei contrasti in politica economica, le divergenze fra popolari e socialisti sono a tutto campo. D’altronde, lo stesso Rajoy ha dichiarato “Cercheremo di trovare accordi volta per volta”. Una dichiarazione che non è molto rassicurante sulla salute dell’Esecutivo. 
In effetti, quello che sta per nascere è un governo di minoranza che potrà contare sui 137 voti dei popolari e, forse, sui 32 di Ciudadanos. Con i socialisti, o con altri gruppi minori presenti in Parlamento dovrà trattare giorno per giorno. 
Allo stato attuale l’anello debole del governo è rappresentato proprio dal PSOE, che è stato dilaniato da un lungo dibattito interno, segnato, fra l’altro, dalle dimissioni del segretario del partito Pedro Sanchez, totalmente contrario al governo di unità nazionale. 
C’è da aggiungere che Sanchez non si è arreso. Ha annunciato le dimissioni da deputato per non ottemperare all’indicazione di astenersi sulla fiducia e, nel contempo, l’intenzione di dare battaglia contro la nuova dirigenza per riconquistare il controllo del partito. Se dovesse riuscirci, ovviamente, Rajoi sarebbe costretto a dimettersi in tempi brevi.
Quindi, nonostante la fiducia, la situazione politica è tutt’altro che tranquilla per il leader del Partito Popolare.
Ci sono, poi, i problemi di gestione che il nuovo governo si troverà ad affrontare, da quelli economici, in primis la disoccupazione a quelli istituzionali, a partire dallo scontro con la regione autonoma della Catalogna, la parte più ricca del Paese che è tornata a chiedere nuovamente l’indipendenza.
È dubbio che un governo così debole sia in grado di affrontare con successo questioni così delicate.