SIRIA, TANTI CIVILI UCCISI DALLE BOMBE INTELLIGENTI FRANCESI E RUSSE

Bashar Al Assad

Che li si voglia chiamare raid “democratici” o “mirati” la dinamica dei fatti non cambia. Le bombe che i caccia francesi e russi stanno lanciando quotidianamente in Siria, se da un lato colpiscono le roccaforti strategiche dell’Isis, facendo perdere così potere ai terroristi, dall’altro uccidono anche i civili: innocenti che con l’Isis non hanno nulla in comune, se non il fatto di essere essi stessi vittime ed ostaggio di quel terrore che i jihadisti dello Stato Islamico stanno perpetrando.
È giustificabile far morire dei civili innocenti per uccidere dei terroristi, quando i primi altro non chiedono che di essere protetti dai secondi? Le cosiddette “bombe intelligenti” forse tanto intelligenti non sono. O, comunque, non lo sono al punto tale, come vogliono farci credere a tutti i costi, da colpire solo l’obiettivo mirato senza creare danni e vittime collaterali. A pagare il prezzo della guerra sono soprattutto i civili. Al riguardo l’Osservatorio siriano per i diritti umani parla chiaro: ad oggi i civili rimasti uccisi dai raid internazionali conseguiti agli ultimi attentati parigini sarebbero circa 700. 
Sul fatto che il terrorismo debba essere combattuto siamo tutti d’accordo, ma è sulle modalità che forse bisognerebbe porsi qualche interrogativo in più. Quanto efficaci possono essere i bombardamenti mirati di fronte a un nemico che sa bene come muoversi sul proprio terreno, si nasconde tra i civili e continua a portare avanti la gestione dei propri affari? Non sarebbe più semplice impoverire l’Isis alla base, tagliando la sua principale fonte di finanziamento, ovvero il mercato nero del petrolio, e bloccando la sua propaganda?