SIRIA, È INIZIATA L’OFFENSIVA PER LIBERARE RAQQA DALL’ISIS. ALL’OPERAZIONE NON PRENDERÀ PARTE LA TURCHIA

Combattenti curdi

Liberare la città di Raqqa: è questo il prossimo obiettivo delle Forze democratiche siriane. Sono ancora in corso i combattimenti per riconquistare Mosul, roccaforte dell’Isis in Iraq, ma le forze curdo siriane guardano già al futuro. Un futuro che deve obbligatoriamente passare per l’altro fortino dello Stato islamico: Raqqa, capoluogo siriano sotto l’occupazione del Daesh da più di due anni. Raqqa e Mosul rappresentano gli ultimi due baluardi nelle mani dell’Isis, che dal 2014 ha imposto il suo controllo su una grande fetta di territorio tra Siria e Iraq.

L’offensiva per liberare la capitale siriana del califfato è stata ribattezzata “Ira dell’Eufrate”. Alla battaglia prenderanno parte solo forze locali, con gli Usa che appoggeranno l’offensiva con i raid aerei. A spiegare l’operazione è stato il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian. Il piano prevede due tappe: liberare prima la provincia di Raqqa per isolare la città, poi prendere il controllo della città intera. Saranno in tutto 30mila i combattenti che vi prenderanno parte. 
Esclusa dall’operazione, invece, la Turchia. L’alleanza delle Forze democratiche siriane (Fds), costituita lo scorso anno, comprende una componente araba e le milizie curdo siriane note come Ypg. La decisione di tenere fuori dalle operazioni la Turchia è stata presa perché per Ankara l’Ypg altro non è che un’estensione delle cellule responsabili degli attacchi terroristici in Turchia e vicino al Pkk, il Partito dei Lavoratori Curdi, ritenuto da Erdogan uno dei propri nemici interni. Si apre dunque un nuovo fronte nella battaglia all’Isis: la battaglia  per liberare Raqqa è, insieme a quella per liberare Mosul, la seconda grande operazione militare contro il Califfato, portata avanti dalle forze armate irachene e dall’aviazione statunitense. La battaglia non sarà facile: l’Isis, infatti, difenderà  la sua roccaforte, perché perdere Raqqa significherebbe la sua fine in Siria.