SARA’ MARIO BALOTELLI A DECIDERE L’ESITO DELLE ELEZIONI?

mario balotelli

Mario Balotelli è un giocatore rossonero. Quello che solo sette giorni prima era stato definito da Silvio Berlusconi una mela marcia che poteva inquinare tutto lo spogliatoio è diventato il play maker che porterà il Milan alla vittoria.
Fin qui l’aspetto sportivo.
La cosa singolare è la gara che si è scatenata fra i sondaggisti su quale sarà l’impatto sul risultato delle elezioni dell’acquisto dell’attaccante della nazionale. Un esperto di sondaggi considerato fra i più autorevoli ha sostenuto che l’acquisto di Balotelli potrebbe convincere un bel numero di persone che era indeciso ad andare a votare. Uno dei più diffusi giornali italiani ha titolato “L’effetto Super Mario al Milan: alle urne può valere da uno a due punti.”.
E a questo punto qualcosa non quadra. L’Italia attraversa una crisi gravissima. La disoccupazione imperversa, le famiglie non arrivano alla fine del mese.
E, in questa situazione, le elezioni potrebbero essere decise dall’acquisto di Mario Balotelli.
Ci sarebbe da ridere se non fosse un fatto tragico che dimostra la superficialità con cui alcuni cittadini seguono la politica.
Continuiamo a sperare che sia tutta un’invenzione dei giornali, che non ci sia nemmeno un italiano che sceglie un partito in base all’acquisto di un calciatore.
Ma il solo fatto che un’ipotesi del genere venga presa in considerazione spiega più di tante analisi economiche perché  il Paese è arrivato a questo punto. E’ un sintomo di un degrado culturale e di un arretramento civico che è molto più grave della crisi economica.

Certo, sarà una minoranza che si farà condizionare dall’affare Balotelli. Ma in un popolo maturo anche una minoranza, anche un 1 per cento o uno 0,1 per cento che vota perché influenzato dall’acquisto di un calciatore è, comunque, troppo, considerata, anche, la gravità della situazione e l’urgenza di ricercare la soluzione più idonea per tirare l’Italia fuori dalla recessione.
E una stampa che riporta il fenomeno senza una notazione critica non è una stampa degna della grande tradizione del giornalismo italiano.