ROSY BINDI CONTRO NAPOLI. MA DOVREBBE DARE CONTO DEI RISULTATI PRODOTTI ALLA PRESIDENZA DELL’ANTIMAFIA

Rosy Bindi
Rosy Bindi si è ripetuta. Ha dichiarato ancora una volta che “la camorra è elemento strutturale di Napoli”, anche se, bontà sua, ha riconosciuto che c’è una reazione.
La cosa più grave, però, non è il giudizio in sé, che è palesemente immotivato e pretestuoso.
La cosa più grave è che la Bindi, che  pure è da anni presente nelle istituzioni in posizioni di elevata responsabilità, mostra di non avere compreso quale è la funzione  della Commissione da lei presieduta.
Una presidente dell’Antimafia non può limitarsi a constatazioni e affermazioni, per di più azzardate,  ma dovrebbe finalizzare l’attività dei commissari allo studio delle cause e alla individuazione delle terapie per combattere la criminalità organizzata.
Non siamo a conoscenza, probabilmente per nostra colpa, di proposte qualificanti o di altri contributi significativi che la Bindi abbia dato  in tutto il periodo in cui ha presieduto la Commissione, né sul piano dell’analisi, né su quello delle proposte.
E  fin qui staremmo parlando di  un personaggio  come tanti, destinato a non lasciare alcuna traccia nella storia della lotta alle mafie.
Ma, ora, la Bindi ha fatto un passo in più. Ha cercato di trovare una motivazione che giustificasse la mancanza di risultati della Commissione,  motivazione con la quale ha bollato i napoletani come una popolazione strutturalmente vicina alla camorra .
Probabilmente, l’intento della Bindi non era di sconfinare in un giudizio razzista contro Napoli  e i napoletani, ma, molto più banalmente, di assolvere se stessa, la Commissione  e le Istituzioni che non hanno mai avviato un efficace piano di lotta contro la criminalità organizzata. 
Purtroppo, il suo  parere non è isolato ma è rappresentativo di un atteggiamento culturale che è stato molto diffuso finora e che è una delle cause più profonde dell’insuccesso della battaglia antimafia e dello stesso degrado del Mezzogiorno. La teoria che debbano essere  i cittadini del Sud a sconfiggere una malavita radicata sul territorio e rafforzata da connivenze nelle Istituzioni è stata negli anni ed è tuttora un alibi potente per giustificare politiche antimafia deboli, con pochi mezzi e con strumenti giuridici e organizzativi  di scarsa efficacia.
Il risultato è che, oggi, non solo le mafie sono potentissime al Sud, ma hanno esteso la loro influenza anche ad altre regioni, comprese quelle del Centro Nord.
Ora che il problema ha superato i confini del Mezzogiorno è probabile che si avvierà finalmente  una analisi seria e una azione concreta per combattere il fenomeno e che  le strutture inefficienti  verranno chiamate a rispondere dei risultati. 
Perciò, l’ analisi della Bindi non solo è sbagliata in sé, ma è anche politicamente intempestiva, in quanto viene enunciata proprio nel momento in cui i milanesi, i veneti, i piemontesi si cominciano a rendere conto delle difficoltà e dei pericoli che la lotta alla mafia comporta, soprattutto se le istituzioni sono assenti o distratte. 
La conclusione, opposta a quella della Bindi, è che non è la vicinanza fra Napoli e la camorra che è strutturale; è strutturale la mancanza di una concreta azione di contrasto alle mafie da parte dello Stato italiano.
Non è un dato di oggi. I rapporti fra Istituzioni e camorra risalgono ai tempi dell’unità e a Garibaldi che, tramite Liborio Romano, affidò alla malavita organizzata il controllo dell’ordine pubblico.
In seguito, le cose non sono andate meglio. C’è stata, a seconda dei periodi, disattenzione o connivenza. Vaste aree del Sud sono state abbandonate al controllo delle associazioni  criminali, senza una reazione idonea da parte dello Stato. 
Consigliamo, pertanto, alla Bindi di abbandonare  improbabili indagini sociologiche, e di dedicare gli ultimi mesi del suo mandato a cercare di capire quali sono le carenze della azione contro la camorra e contro le altre mafie e a studiare un pacchetto organico di misure efficaci per riportare sotto il pieno controllo dello Stato le aree del Sud ad alta densità mafiosa.
Ma, probabilmente, chiediamo troppo. È molto più facile trinciare giudizi avventati che attendere con impegno e dedizione alle proprie funzioni.