RISANAMENTO IDROGEOLOGICO DEL SUD. RICADUTE AMBIENTALI ED ECONOMICHE

I recenti eventi meteorologici che hanno interessato il Sud Italia hanno nuovamente riportato l’attenzione sulla fragilità del sistema idrogeologico. Il Mezzogiorno, in particolare, si presenta come la zona a più altro rischio di disastri naturali, anche a causa della incuria nella tutela del suolo che si è protratta per diversi decenni. L’alluvione di Benevento, le frane a Messina, che hanno interrotto l’acquedotto cittadino lasciando la città senza acqua per sette giorni, e gli altri eventi che hanno caratterizzato questo primo mese di autunno dovrebbero avere ulteriormente posto l’attenzione sulle necessità di una maggiore politica di investimenti per il Meridione. In particolare, numerosi economisti hanno sottolineato che un serio progetto di riqualificazione del suolo consentirebbe da una parte di risolvere il problema ambientale, dall’altra di immettere finalmente risorse nel sistema economico, ottenendo quindi un ulteriore beneficio.
C’è un precedente storico famoso. Nell’America del new deal, tra i principali progetti di lavori pubblici, vi fu la riqualificazione della valle del Tennessee, che consentì di risollevare l’economia di una ampia fascia degli Stati Uniti che, in precedenza, era tra le più disagiate. Oggi si deve, nei limiti del possibile, riuscire a realizzare un progetto simile. Il governo Renzi, dopo anni di abbandono del Mezzogiorno da parte degli Esecutivi di centrodestra dominati dal pensiero leghista, sta finalmente cominciando a fare ripartire i cantieri nel Sud. Questo è di sicuro un buon inizio ma non basta, non può bastare. L’attenzione per il Meridione deve aumentare, e sarebbe un bene per tutta l’Italia che sicuramente si gioverebbe della rinascita della economia meridionale.                                                                                    (attilio nardi)