RETE DEGLI ESODATI: DELUDENTE L’INCONTRO CON IL MINISTRO GIOVANNINI

Manifestazione di esodati
Deludente incontro con il Ministro del Lavoro Giovannini lunedì 30 u.s. L’incontro, che fa seguito alla richiesta della Rete dei Comitati, è stato certamente un segno di riconoscimento del dramma sociale, ricordando che la Ministra Fornero aveva sempre rifiutato di aprire alcun confronto, ma resta pur sempre solo un debole segno e  di poca responsabilità. La Rete invece con il presidio di qualche centinaio di persone, venute a proprie spese da tutta Italia davanti alla Sede del Ministero nonostante le restrizioni numeriche della Questura, ha dimostrato sia il proprio senso di responsabilità che la necessità di interventi urgenti non più rinviabili. 
La Rete, come ricorderete, ha già incontrato le Commissioni Lavoro, Bilancio e Finanze della Camera per confrontarsi sulle soluzioni. Da quelle audizioni è emersa la chiara volontà “dichiarata” di tutte le forze politiche di voler risolvere il dramma, ricordiamo ancora di 260.000 famiglie, ma “purtroppo vincolata” dalla contemporanea dichiarazione di impotenza per la assoluta necessità di una congiunta e comune volontà da parte del Governo per le necessarie coperture finanziarie. Un tale ostacolo è sempre stato fermamente ritenuto solo strumentale dalla Rete poiché, come dalle sue sempre nette dichiarazioni ed ora anche dal chiaro riconoscimento di importanti esponenti  politici ed Istituzionali tra cui lo stesso Presidente del Consiglio Letta,  la causa del dramma non è la mancanza di copertura bensì la violazione dei diritti Costituzionalmente garantiti e la discriminazione tra cittadini, nonché la rottura del Patto Sociale, anch’essa costituzionalmente garantita, operata con la cosiddetta riforma “Fornero”. L’incontro con il Ministro ha purtroppo riproposto la stessa “cortina fumogena” delle coperture finanziarie, a parti invertite.
Il Ministro ha perciò indicato nel Parlamento il luogo della possibile modifica delle norme, ovviamente sempre nei limiti di compatibilità finanziaria. E’ davvero avvilente, per noi cittadini, la “rappresentazione” dell’impotenza decisionale di un Governo, e dei suoi Ministri, prigionieri dei ricatti di una parte della sua maggioranza che ha imposto l’abolizione dell’IMU su tutte le prime case (4 MLD/anno) e, ancor più grave, un ricco premio ai concessionari di giochi online evasori fiscali per quasi 3 MLD, il tutto in danno evidente dei cittadini onesti e delle emergenze sociali. Dall’altra parte la triste “quinta” di un Parlamento “congelato”, del quale si stanno perdendo i significati costituzionali e con esso la credibilità verso i cittadini, ridotto oramai a “notaio”, se non addirittura mero “testimone”, di scelte fatte fuori da esso! Nel mezzo di queste scene da commedia, continua invece la durezza della vita dei cittadini reali! Sempre più distanza separa Cittadini e Potere! E questa durezza si esprime, come la Rete ribadisce fino a prova contraria, nel numero finora ufficialmente dichiarato e mai negato dall’INPS (390.200). Ma il Ministro ha affermato invece di non riuscire ad avere a disposizione i numeri della ricognizione da lui stesso richiesta, non appena insediato.  Il Ministro però sa benissimo che gli accordi collettivi e/o i dati delle singole cessazioni che riguardano mobilità, Fondi Speciali, licenziamenti (con Accordi o unilaterali) sono disponibili con certezza presso Enti dello Stato (INPS, Direzioni Territoriali del Lavoro, e tutti gli accordi individuali anche presso i Tribunali). Il Ministro dovrebbe sentire il dovere a questo punto di riferire tale assenza informativa, notizia assolutamente fondamentale,  in Parlamento rispondendo alle numerose interrogazioni là presentate e giacenti al riguardo. Ma proprio da una simile difesa basata “sull’ignorare” del Ministro nascono, per semplice logica deduttiva, 2 domande davvero imbarazzanti. La prima domanda è: cosa fa il Ministro rispetto all’incapacità di fornirgli i numeri, necessari per decisioni di tale importanza, da parte di strutture di evidente sua competenza? Quali provvedimenti importanti adotterà, visto che dovrebbe essere per lui  inaccettabile adeguarsi al mancato funzionamento delle sue strutture su problematiche tanto delicate per la vita dei cittadini? La seconda domanda: in assenza di numeri certificati, come affermato dal Ministro, sulla base di quali considerazioni tecniche la Ragioneria Generale dello Stato ha effettuato e continua ad effettuare i suoi calcoli per valutare gli impatti economici riguardanti le soluzioni per gli esodati proposte dal Parlamento, l’ultima volta per la PdL 5103 nell’ottobre 2012? E il Parlamento con le sue Commissioni, che subisce passivamente le risposte tecniche della Ragioneria dello Stato, è informato della indisponibilità di dati certi per poter valutare ed eventualmente contestare le relazioni tecniche della Ragioneria che bloccano le decisioni del Parlamento, per non doverle solo subire? Oppure si deve presumere che le decisioni nel nostro Paese le prenda, senza doverle neanche giustificare ai Cittadini, la Ragioneria? Risulta evidente che in simile quadro la Ragioneria Generale non è più un Ente Tecnico ma diventa un Ente Esoterico, che fa vaticini anziché elaborare algoritmi motivati e documentati. Per quanto riguarda invece gli altri aspetti, segnalati al Ministro, di procedure o decisioni illegittime che sono adottate dal Ministero e/o dall’INPS il Ministro si è riservato di far verificare ai suoi Uffici le contestazioni formalizzate dalla Rete nella Relazione al Ministro del Lavoro, consegnatagli ed  allegata a questo articolo per chi vuole approfondire. In particolare si attende che il Ministro riconosca, con appropriati Atti, l’illegittimità dei comportamenti e delle procedure adottate fin qui, dall’INPS e dal Ministero, che coinvolge i Contributori Volontari, Autorizzati prima del luglio 2007, i quali devono essere salvaguardati in base L. 247/2004 e successive, mai abrogate, e non sui fondi per i salvaguardati della “Fornero”, ed analogamente i lavoratori in mobilità lunga protetti invece dalla L. 296/2006. Annullando l’illegittimità, le corrispondenti risorse potranno correttamente essere recuperate per ampliare il numero dei Salvaguardati tramite lo specifico fondo istituito. Inoltre il Ministro deve porre rimedio all’assurdo giuridico per cui Aziende che avevano in corso accordi di mobilità, ante 4/12/2011 ed in sede locale, hanno continuato a licenziare persone pensando, in maniera corretta,  che esse fossero salvaguardate, mentre il  Decreto Attuativo del 1 giugno modificava illegittimamente e retroattivamente le condizioni di salvaguardia e tali lavoratori rimangono ad oggi esclusi dalla salvaguardia. Ed infine e finalmente, con ben 10 mesi di ritardo sulle effettive necessità delle persone, il Ministro ha pronto sul tavolo il decreto di sostegno al reddito previsto dal mitico comma 5-bis dell’art. 12 della L. 122/2010, per l’anno 2013 e lo firmerà a brevissimo; poi però passerà per la controfirma al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il sostegno avrebbe dovuto essere erogato dal 1 gennaio di quest’anno. 
Allora chiudiamo con una domanda amara: non conosceranno il prezzo di un chilo di pane ma, almeno, di quanto può rimanere un uomo senza mangiare hanno cognizione?