RESPONSABILITÀ CIVILE DEI GIUDICI, LE NUOVE NORME NON RISOLVONO IL PROBLEMA

Approvata in via definitiva la nuova normativa sulla responsabilità civile dei giudici. È un passo avanti rispetto alla disciplina  precedente che, in ventisette anni, aveva portato a solo sette condanne per dolo o colpa grave.
L’Associazione di categoria protesta e ritiene la norma ingiusta verso i magistrati in  quanto li esporrebbe a rivalse temerarie da parte dei soggetti dotati di maggiore potere economico.
In realtà, al di là dell’opinione dei  giudici che, ovviamente, è di parte, il provvedimento non avrà gli effetti positivi sulla giurisdizione che l’opinione pubblica si attende.
Il problema fondamentale della giustizia italiana è la certezza del diritto che riguarda non solo il penale, ma soprattutto il civile. Su questo piano la nuova legge non segna alcun progresso.
Anzi, crea un problema in più, in quanto il risarcimento danni è inevitabilmente molto più elevato per chi ha interessi forti da difendere che per il lavoratore o per il cittadino qualunque. Il che potrebbe avere come conseguenza che un magistrato sarà più prudente quando si troverà a decidere su persone autorevoli di quanto possa esserlo per lo sconosciuto utente della giustizia.
Sarebbe stato molto meglio rendere maggiormente vincolante la giurisprudenza della Cassazione in modo da attenuare la discrezionalità del singolo giudice e da rendere più omogenea l’interpretazione  delle norme.
I cittadini si sarebbero sentiti più garantiti e avrebbero sicuramente apprezzato di più.