RENZI ATTACCA LA COMMISSIONE EUROPEA. BENE, MA URGE COSTRUIRE UNA RETE DI ALLEANZE

Sede Commissione europea

L’ultima settimana ha visto rinfocolarsi la polemica tra Bruxelles e Roma. Il premier Renzi è infatti andato allo scontro con la Commissione europea su diversi aspetti della politica comunitaria, a partire dalla gestione delle crisi bancarie per arrivare alla flessibilità, alla questione dell’ILVA, per la quale si approssima la procedura di infrazione per l’Italia, ed alla situazione dei migranti. In particolare, il presidente del consiglio contesta alla Commissione una posizione troppo filotedesca delle istituzioni europee sulle questioni strategiche, che tende a disattendere le richieste dei Paesi mediterranei in favore dei nordeuropei. Lo scontro, secondo molti osservatori, è destinato ad aumentare in vista delle valutazioni che la Commissione dovrà fare sulla legge di Stabilità italiana.
Roma infatti chiede di potere utilizzare tutta la flessibilità che il patto di stabilità concede, anche in forza delle riforme, sia politiche che economiche, portate a termine o almeno avviate. 
L’idea del premier, probabilmente, è che la polemica nei confronti di Bruxelles renderebbe potrebbe favorire le posizioni dell’Italia, in quanto  le istituzioni europee per non inasprire lo scontro, finirebbero  con l’ accettare, con l’avallo della Germania di Angela Merkel, l’aumento del deficit previsto nella legge di stabilità. In effetti è opinione di molti che l’atteggiamento troppo accondiscendente tenuto finora dall’Italia alla fine non abbia pagato e che, quindi, si debba da ora in poi tenere una condotta più intransigente. Lo dimostrerebbero il caso delle banche, in cui l’UE, dopo avere avallato il salvataggio di decine di istituti di credito tedeschi, si oppone ora all’ipotesi di una “bad bank” per supportare il sistema creditizio italiano, ed il caso dei fondi che l’Unione vuole dare alla Turchia per la gestione dei migranti, dopo che per anni le richieste dell’Italia sono state ripetutamente disattese. Per aumentare il peso italiano nella UE, però, si dovrebbe creare un coordinamento tra i Paesi mediterranei, in modo che possano efficacemente contrastare il peso dei nordeuropei. È su questo che la diplomazia dovrebbe concentrarsi in vista dei contrasti con l’Europa.