REFERENDUM BREXIT, TIMORI PER IL PREVALERE DEL SÌ. MA L’ASSASSINIO DI JO COX POTREBBE RIBALTARE IL RISULTATO

David-Cameron

L’approssimarsi del referendum britannico sull’uscita dalla UE. ha fino ad ora provocato grandi tensioni sui mercati internazionali. I sondaggi danno infatti l’uscita in vantaggio, anche se l’assassinio della deputata laburista Jo Cox potrebbe spingere una quota di incerti a votare per la permanenza nell’Unione.  Il mondo della finanza è in allerta e i vertici dell’Europa stanno preparando le contromosse. La Banca Centrale Europea, in particolare, ha preannunciato di essere pronta ad una massiccia iniezione di liquidità, per fare fronte ai problemi che potrebbero sorgere sui mercati.
Il fatto è che non esiste un precedente, quindi nessuno ha idea di quali potrebbero essere le possibili conseguenze dell’uscita di Londra dall’Unione. Tuttavia alcuni osservatori hanno cercato di fare delle analisi, concordando sul fatto che i rischi sono maggiori per la Gran Bretagna che per l’Unione Europea. Le istituzioni comunitarie, infatti, sembrano maggiormente in grado di fare fronte ai possibili rischi rispetto a quelle britanniche. In particolare, Londra si troverebbe nella situazione di dovere controllare i pericoli derivanti da una possibile recessione, provocata dal ritorno dei dazi doganali sulle merci inglesi esportate nei Paesi UE, che costituiscono tuttora il principale mercato dell’export britannico. Ci sono inoltre altri potenziali problemi, in particolare, per la Scozia e per l’Irlanda del Nord. Per la Scozia, infatti, l’Europa costituisce il contraltare al peso dell’Inghilterra all’interno del Regno Unito. Per l’Irlanda del Nord, invece, il libero transito delle persone e delle merci costituisce un ponte con Dublino, ponte che i nordirlandesi sono desiderosi di mantenere. Le incognite quindi sono tante, ed è su questo che sta facendo leva il Primo Ministro David Cameron, per chiamare a raccolta gli elettori pro UE nella speranza di ribaltare il risultato pronosticato dai sondaggi.