REFERENDUM, BOCCIATO IL RICORSO TARGATO CINQUE STELLE E SINISTRA ITALIANA. PER IL TAR DEL LAZIO IL QUESITO REFERENDARIO È NEUTRALE E NON “INGANNEVOLE”

TAR Lazio
Il ricorso presentato da Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana sul quesito referendario 2017 è stato giudicato inammissibile per “difetto di giurisdizione”. È con questa motivazione che il Tar del Lazio, contrariamente a quanto auspicato dai promotori del ricorso stesso, non blocca il referendum e lascia le cose così come stanno: questo vuol dire che gli italiani, chiamati al voto il prossimo 4 dicembre, dovranno esprimersi sul testo così come è, senza alcuna modifica. 
Ad alzare il polverone sono stati i cinque stelle e i rappresentanti di Sinistra Italiana, che lo scorso ottobre hanno denunciato davanti al Tar del Lazio che il testo del quesito referendario, così come formulato, è “ingannevole” e “fazioso”. In particolare, l’accusa mossa è quella di un testo troppo simile ad uno “spot pubblicitario a favore del si”, in quanto non riporta nel dettaglio gli articoli della Costituzione che la riforma intende modificare.
Tanto i grillini quanto la sinistra chiedevano dunque l’annullamento del referendum, ma hanno sbagliato il luogo dove fare ricorso. In pratica il Tar ha fatto sapere che il testo non andava impugnato davanti a loro, ma davanti all’Ufficio centrale per il Referendum, che può rivolgersi alla Corte costituzionale.
Quanto all’accusa mossa dai pentastellati e Sinistra Italiana, inoltre, per i giudici del Tar del Lazio non ci sono dubbi: tutto è avvenuto secondo la normativa. Il quesito che gli elettori si troveranno sulla scheda il 4 dicembre non solo è neutrale, e quindi non fazioso ed ingannevole, ma è stato predisposto da organi che sono espressione di un ruolo di garanzia: è passato, infatti, attraverso due organi di garanzia; l’Ufficio centrale per il referendum (della Cassazione), che l’ha predisposto, e il Presidente della Repubblica, che l’ha recepito con il decreto che ha indetto la consultazione.