RAFFAELE CANTONE HA RAGIONE. È IMPROCRASTINALE UNA GENERALE ROTAZIONE DI TUTTI I DIRIGENTI PUBBLICI.

Il Presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, probabilmente, è l’uomo giusto per avviare a soluzione alcuni dei problemi incancreniti del nostro Paese.
Non solo per le sue capacità di procuratore o per il rigore con cui ha avviato l’attività del nuovo Ente che è stato chiamato a dirigere, ma perché propone soluzioni semplici per problemi complessi. 
L’ultimo suggerimento di Cantone, per combattere la corruzione, è di una semplicità disarmante. Far ruotare i dirigenti per impedire che si formino, all’interno della Pubblica Amministrazione, centri di potere privati.
Una soluzione banale ma sicuramente di grande efficacia se applicata con metodo e determinazione.
Il caso di Ercole Incalza è il classico esempio di una incrostazione di potere. Al di là degli esiti dell’inchiesta penale appare evidente che Incalza non doveva rimanere trenta anni ai vertici dei Ministeri dei Lavori pubblici e dei Trasporti. E che questa situazione ha creato un potere incontrollato da cui è derivata anche la tentazione di utilizzare quel potere a fini personali.
Renzi ha iniziato la sua ascesa rottamando i vertici del Partito Democratico. Sarebbe il caso che ripetesse l’operazione nell’alta burocrazia, facendo ruotare tutti i grand commis dello Stato senza eccezioni  e mandando a casa tutti quelli che siano prossimi alla pensione. 
Oltre tutto, considerato il livello attuale, è difficile ipotizzare che l’efficienza della Pubblica Amministrazione possa far  registrare un ulteriore peggioramento.