PROVE INVALSI, I VERI RISULTATI. IN QUATTRO REGIONI LA PARTECIPAZIONE È STATA IRRILEVANTE

Sede Ministero Istruzione.

Invalsi, atto secondo. Dopo i rilievi mossi da noi e da altri sono usciti numeri più completi.  Le prove 2015 sono state un autentico fallimento, almeno in quattro regioni. In Sicilia ha partecipato il 6,5 per cento degli Istituti Professionali, l’11,6 per cento degli Istituti Tecnici e il 10 per cento dei Licei. In  Campania, in Calabria, in Puglia, in Sardegna e per alcuni tipi di scuole, anche in Basilicata e nel Lazio ci sono numeri analoghi e, comunque, assolutamente al di sotto di quelli minimi previsti per avere risultati significativi.
È evidente che gli articoli pubblicati una settimana fa’, che magnificavano i risultati conseguiti dall’Invalsi, erano, nella migliore delle ipotesi, assolutamente infondati.

Articoli in quantità industriale su tutti i giornali, con commenti  inutili su risultati che non hanno alcun significato. Ha scritto il Corriere della Sera che le prove 2015 sono una carta di identità senza fotografia.
In realtà, un risultato significativo c’è stato ed è su di quello che si dovrebbe discutere. Il sistema scolastico ha bocciato le prove Invalsi. Secondo le notizie diffuse per tamponare la debacle. i funzionari del MIUR starebbero lavorando per avere statistiche attendibili, ricalcolando i pesi delle scuole nelle regioni con alti tassi di astensione. 
Un lavoro che ha alcun senso. La statistica non può inventare i risultati. E soprattutto non può fare fronte alla sfiducia che la scuola italiana ha manifestato verso le prove Invalsi. La cosa è tanto più significativa in quanto non è intervenuta alcuna organizzazione sindacale o alcuna associazione o coordinamento. È stata una reazione spontanea di docenti e studenti, una condanna senza precedenti e senza appello di  prove di cui nessuno ha ritenuto di dover illustrare i criteri che hanno presieduto alla loro  progettazione, alla programmazione, alla realizzazione e alla correzione.
I dirigenti del MIUR lascino stare le invenzioni statistiche. Illustrino nei dettagli come funziona il progetto Invalsi. Spieghino come è organizzato l’Ente, con quali criteri vengono scelte le scuole, quante scuole hanno partecipato nelle diverse aree geografiche, con quale metodologia vengono  progettate le prove,  quale è la qualificazione professionale dei quadri dell’Ente.
Una circolare con queste notizie da inviare a tutte le scuole italiane è la premessa minima perché le prove Invalsi vengano considerate credibili e accettate da docenti e studenti.
In caso contrario, il prossimo anno i risultati non potranno che essere peggiori di quelli del 2015.