PATRIMONIO DEGLI ENTI LOCALI: I CANDIDATI SINDACI SI IMPEGNINO AD AMMINISTRARLO IN LINEA CON I VALORI DI MERCATO

Prefetto Tronca

Le recenti notizie sulla gestione deficitaria del patrimonio immobiliare dei comuni italiani hanno provocato grandi polemiche. Si è cominciato con il comune di Roma, dove la verifica effettuata dal commissario Tronca ha dimostrato come il comune perda oltre cento milioni di euro l’anno a causa delle carenze nella gestione degli immobili, alcuni affittati a prezzi irrisori, altri per i quali non viene corrisposto alcun canone. Questa situazione, ovviamente, non vale solo per la capitale, ma per molti altri comuni italiani dimostratisi totalmente incapaci di assicurare una amministrazione del patrimonio in linea con i valori di mercato.
È un problema di vitale importanza per gli Enti locali  – il problema, in realtà, è molto più grave perché coinvolge in misura più o meno ampia tutti gli Enti pubblici –  in quanto si tratta di un vero e proprio “buco nero” che comporta perdite enormi di risorse finanziarie. 
Il problema della cronica mancanza di fondi, che obbliga ormai da anni i sindaci ad alzare le tasse locali e le tariffe dei servizi, con il risultato di gravare su contribuenti ed utenti, potrebbe essere, in larga parte, risolto con una più attenta gestione degli immobili. I comuni, infatti, hanno un enorme patrimonio immobiliare – appartamenti, palazzi e negozi – che avrebbero potuto, se messi a reddito, fornire i fondi necessari alla attività amministrativa. È quindi necessario un cambio di passo, con gli enti locali che devono finalmente assicurare di essere in grado di gestire al meglio i propri beni, e di reinvestire poi i fondi ottenuti in servizi e infrastrutture, riducendo, nel contempo, le imposte locali, giunte ormai a livelli elevatissimi.
Sarebbe opportuno che la Corte dei Conti, sempre molto attenta anche su aspetti molto meno significativi di gestione della cosa pubblica, accendesse un faro sulla amministrazione degli immobili e avviasse inchieste mirate, volte a sollecitare comportamenti virtuosi e a sanzionare, eventualmente, le responsabilità che dovessero emergere.
Ma, soprattutto, il tema deve essere una priorità dei candidati sindaci alle elezioni comunali di giugno. Sarebbe doveroso che nei loro programmi ci fosse una indicazione di interventi precisi e dettagliati per avviare a soluzione la questione, e non limitarsi a semplici slogan o a idee di massima. 
Ma anche gli elettori devono svolgere un ruolo attivo. Bisogna che finalmente le associazioni, i comitati ed anche i semplici cittadini che sono giustamente scontenti di come la cosa pubblica viene amministrata facciano finalmente sentire la propria voce. Tutti devono capire che queste elezioni rappresentano un’occasione probabilmente irripetibile di rimuovere incrostazioni annose e di innovare le modalità di gestione dei comuni. Non basta più semplicemente lamentarsi ma bisogna pretendere risposte chiare dai candidati e fare scelte elettorali coerenti con le risposte fornite dai candidati stessi.