PAPA BERGOGLIO: CACCIARE I MIGRANTI È GUERRA, SI CHIAMA VIOLENZA, SI CHIAMA UCCIDERE

Papa Bergoglio
Matteo Salvini si considera l’ombelico del mondo. Appena il Papa ha parlato di migranti si è sentito in dovere di rispondere, convinto di essere il destinatario della allocuzione pontificia. Ovviamente, il Papa non sa nemmeno chi è Salvini. Il suo discorso era rivolto a interlocutori di tutti i paesi, non all’Italia.
Quello di Bergoglio è un monito alto che giunge in un momento in cui l’egoismo ha ripreso il sopravvento non solo sulla solidarietà ma anche su quella lungimiranza che induce ad accettare soluzioni più onerose nell’immediato ma più ricche di prospettive nel lungo periodo. E ancora più dell’egoismo è grave la strumentalizzazione. Cameron non vuole i migranti, non per problemi economici o sociali, ma solo perché teme ripercussioni di carattere elettorale.
L’Unione europea non riesce a concordare una linea comune in quanto ogni paese persegue i propri interessi nazionali. Eppure, l’abolizione delle frontiere è la conquista più popolare della costruzione unitaria. 
È vergognosa, soprattutto, l’involuzione dell’Inghilterra che è stata, in passato, la patria della democrazia, il rifugio sicuro per tutti i perseguitati del mondo.
Oggi è governata da una classe dirigente per la quale l’unico ideale è la sopravvivenza e l’unico futuro è la prossima scadenza elettorale.
A differenza di Salvini, se non altro, gli inglesi hanno avuto il buon gusto di non rispondere alle parole del Papa.
È paradossale, ma la disponibilità verso i profughi è maggiore da parte dei paesi in difficoltà economiche. L’Italia che viene da  una lunghissima recessione e che, ancora oggi, sicuramente non attraversa una congiuntura favorevole si è sempre prodigata per i profughi, sia con governi di centrosinistra che di centrodestra, mettendo a disposizione uomini, mezzi e risorse finanziarie. La stessa Grecia ha accolto, solo in questo scorcio di 2015, ben 130.000 migranti.
Una lezione etica che, purtroppo, non ha alcun valore per chi non conosce nemmeno il significato della parola.
Purtroppo gli egoismi nazionali non colpiscono solo in materia di migranti. Il trattamento riservato alla Grecia dalla Germania e dai suoi alleati è l’equivalente sul piano economico della chiusura delle frontiere nei confronti dei profughi.
C’è in Europa una crisi morale molto più grave della crisi economica. Alcuni  governi hanno precipitato i loro popoli  in un abisso di grettezza, di meschinità, di aridità spirituale che non appartengono alla tradizione europea. Almeno non alla tradizione di quella civiltà europea che affonda le proprie radici nella cultura greca e romana.
Ora Papa Bergoglio ha dato una definizione puntuale di questo comportamento.  “È guerra, si chiama violenza, si chiama uccidere”. 
Salvini può agitarsi quanto vuole. La autorevolezza di Papa Bergoglio dà a quella definizione un valore universale.
E anche se, come disse Stalin, il Papa non ha divisioni da schierare, il potere spirituale della Chiesa è, nel lungo periodo, al di sopra dei tanti poteri temporali che si avvicendano nei singoli stati.
Non a caso il regime sovietico con le sue divisioni è scomparso mentre la Chiesa cattolica, con i suoi princìpi millenari continua a guidare le coscienze e, attraverso le coscienze, a influenzare, in modo determinante, la storia del mondo.