OPINIONI DEBOLI A SOSTEGNO DEL DISEGNO DI LEGGE DI RIFORMA COSTITUZIONALE

La pagina delle opinioni del Corriere della Sera diventa sempre più spesso una palestra di opinioni deboli.
Quanto più i temi sono delicati tanto più le argomentazioni esposte sono evanescenti. Qualche giorno fa’ è stato pubblicato un articolo sulla riforma costituzionale. Articolo palesemente orientato in senso favorevole al disegno di legge Boschi.
Nulla quaestio, ovviamente sui convincimenti dell’autore. Lasciano perplessi, però, le argomentazioni esposte sulle garanzie di democraticità della riforma che sarebbero, essenzialmente, due.
Primo punto: ci sono le elezioni ogni cinque anni. Argomento non molto incisivo, considerato che, solo per fare alcuni esempi, ci sono elezioni anche nella Russia di Putin, e in Cina, così come c’erano nella Cina di Mao, nella Cuba di Castro e nell’Italia del regime fascista.
Seconda argomentazione: ci sono il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale, la Banca d’Italia, la BCE, l’Europa. Ci sono gli intellettuali, la cultura, l’opinione pubblica, la piazza.
Lasciamo da parte gli intellettuali e la cultura che, come l’esperienza insegna, sono molto spesso al servizio del vincitore e la piazza che, in democrazia, è opportuno non diventi un fattore determinante,
Rimangono le Istituzioni di garanzia che, pur con qualche approssimazione, sono alcune di quelle indicate dall’autore.
Ma il problema, che l’opinione non approfondisce, è proprio che, secondo i critici, senza garanzie di carattere costituzionale e senza una legge elettorale idonea, il vincitore delle elezioni potrebbe condizionare in modo decisivo anche le elezioni delle Istituzioni poste dalla Costituzione a tutela del rispetto delle regole democratiche. Per le quali, secondo questa tesi, si dovrebbero fissare norme che ne impongano l’elezione da parte di una platea più ampia di una transeunte maggioranza parlamentare.
E’ una tesi, ovviamente, che può essere discutibile e contestabile.
Che, però, ha una sua dignità logica, che va contrastata con tesi altrettanto sostenibili sul piano della logica e della coerenza argomentativa.
Ma dire che esistono anche il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale non aggiunge alcun elemento utile per approfondire la questione.
Dal più diffuso quotidiano italiano ci si può attendere un contributo più attento a un dibattito su una riforma che condizionerà la vita del nostro Paese per i prossimi venti anni.
(andrea daniro)