NAPOLITANO NOMINA QUATTRO ITALIANI ILLUSTRI. CLAMOROSO ERRORE DI LIBERO, CONFONDE SENATORI A VITA E DI DIRITTO

Presidente Napolitano
Libero è uno dei giornali di punta del Centrodestra. Piace a un certa componente di lettori che oscilla fra il qualunquismo e l’anarchismo piccolo borghese. 
Rientra nella tradizione del quotidiano l’attacco all’arma bianca, magari anche un po’ sguaiato, contro i potenti e in difesa dell’Italia “che lavora e che paga le tasse”.
Se, poi, il potente di turno è anche nemico di Berlusconi, ancora meglio. 
Attacchi spesso con motivazioni esili o addirittura inesistenti, che, però, piacciono ai lettori. 
Oggi, però, Libero, forse per eccesso di zelo, è incorso in un infortunio clamoroso.
La delusione per i nomi dei nuovi senatori a vita ha indotto il giornale diretto da Maurizio Belpietro ad attaccare il Capo dello Stato con l’accusa di avere “ribaltato la consuetudine costituzionale” (sic!), portando il numero dei senatori a vita a sei.
In un attacco di erudizione il giornalista si spinge fino a citare l’art. 59 della Costituzione che prevederebbe solo cinque senatori, mentre, con i quattro nominati e i due in carica, Ciampi e Monti, il numero totale salirebbe, appunto, a sei.
In realtà, non è necessario essere giuristi per capire che il Presidente non ha violato alcuna norma. É sufficiente saper leggere.
Il numero di cinque riguarda i senatori nominati ed è fissato dal comma 2 dell’art. 59 della Costituzione.
Gli ex Presidenti della Repubblica che, una volta usciti di carica, diventano senatori di diritto rientrano nel comma 1 e sono, ovviamente, in numero variabile. Negli anni scorsi ce ne sono stati addirittura tre, in quanto c’erano tre ex presidenti in vita.
Libero ha perduto una buona occasione per tacere e per evitare una brutta figura. Di cui si è ben guardato dallo scusarsi. Anzi, l’articolo è rimasto in pagina tutta la giornata e ha scatenato una canea di commenti contro il Capo dello Stato per l’abuso che avrebbe commesso.
Come può un giornale informare e orientare la pubblica opinione con una tale superficialità e disinvoltura? Con quale credibilità affronta problemi molto più complessi come la decadenza e l’incandidabilità di Berlusconi che richiedono una preparazione professionale molto più approfondita?
Comunque, la qualità dei commenti all’articolo dimostra che Libero non rischia di perdere lettori per l’infortunio. Il 95 per cento non si sono nemmeno  accorti dell’errore e anche chi se ne è reso conto non lo ha considerato un incidente particolarmente grave.
Evidentemente, i lettori, almeno quelli più affezionati, sono ormai abituati alla superficialità del giornale diretto da Maurizio Belpietro.
A fronte di queste critiche che, più che immotivate, sono inventate rimane la decisione impeccabile del Capo dello Stato che ha nominato quattro senatori i quali, senza alcuna ombra di dubbio, hanno “illustrato la patria per altissimi meriti in campo sociale, scientifico, artistico e letterario”. Claudio Abbado, Renzo Piano, Carlo Rubbia e Elena Cattaneo rappresentano l’eccellenza della cultura, della scienza e dell’arte italiana e sono ambasciatori ideali dell’Italia nel mondo.
La loro nomina dimostra tutta la validità dell’istituto.
Solo chi pensa che i  senatori non siano dei legislatori ma degli schiacciabottoni può mettere in discussione la decisione di Napolitano e il ruolo dei senatori a vita.