MODERATI E RIFORMISTI APRE IL DIBATTITO SULLE PROSPETTIVE DEI MODERATI DOPO LA FINE DEL POLO CENTRISTA.

Nello Formisano
Le dichiarazioni di Pierferdinando Casini che ha preannunciato il suo rientro nel Centrodestra segnano la fine definitiva del “sogno” centrista. 
Il tentativo di creare un terzo polo fra il Centrodestra e il Centrosinistra perseguito prima da Martinazzoli e Segni, poi da Andreotti, Colombo e D’Antoni, infine da Monti e Casini fallisce ancora un volta.   
Non crediamo sia possibile ipotizzare un quarto tentativo, anche perché, nel frattempo, su posizioni diverse, il terzo polo lo ha costituito Beppe Grillo.
Le dichiarazioni di Casini sono un ulteriore passo nel processo di scomposizione e di riaggregazione delle diverse componenti dello schieramento che si è presentato alle elezioni del 2013 sotto la guida di Mario Monti.
Però, la fine del polo centrista non indebolisce il ruolo dei moderati in politica.
Anzi, il loro peso è destinato a crescere in misura rilevante nei prossimi mesi e nei prossimi anni.
 
Da quando è nata la seconda repubblica le competizioni elettorali si sono sempre giocate su poche centinaia di migliaia di voti, salvo che nel 2008 allorquando lo scarto è stato più rilevante.
Lo schieramento vincente è stato sempre quello che ha saputo conquistare i consensi degli elettori moderati. Anche nel 2013 il Centrosinistra ha conquistato il premio di maggioranza con l’apporto decisivo del Centro Democratico che, pur conseguendo un risultato non esaltante, ha contribuito al successo della coalizione con 167.328 voti,  che sono stati determinanti, considerato che il premio di maggioranza è stato conquistato con uno scarto di soli 125.793 voti.
Ora, la scomparsa del polo centrista costringerà anche i moderati che hanno votato Scelta Civica nelle ultime elezioni a schierarsi. Ci saranno, quindi, i moderati conservatori che si aggregheranno alla coalizione di Centrodestra e i moderati riformisti che sceglieranno il Centrosinistra.
Il risultato sarà che nel futuro, ancora più che nel passato, il successo arriderà proprio alla coalizione che saprà superare la sindrome da autosufficienza e dimostrerà maggiore apertura verso il fronte moderato.
In tale contesto Moderati e Riformisti di Centrosinistra è, da due anni a questa parte, una voce che vuole facilitare il dibattito, la elaborazione di proposte, la circolazione di idee, a disposizione di cittadini e di politici desiderosi di dare un fattivo contributo per la risoluzione dei problemi del  Paese.
Il nostro giornale vuole essere, è stato finora e sarà ancora di più nel futuro una libera tribuna aperta al confronto sui grandi temi e sulle problematiche irrisolte in cui si dibatte l’Italia, dalla disoccupazione al rilancio dello sviluppo, dal Mezzogiorno alle piccole imprese, dalla difesa dei valori garantiti dalla Costituzione all’azzeramento dello spread fra paese legale e paese reale, dal rapporto fra finanza e economia reale alla politica fiscale. 
La nostra collocazione è, fin dalla nascita, nel Centrosinistra e, non a caso, abbiamo voluto che la scelta di campo comparisse già nella testata depositata in Tribunale, non per un pregiudizio ideologico ma solo perché fino a quando Berlusconi rimarrà in politica, quale che sia il ruolo da lui ricoperto, il Centrodestra non potrà che essere su posizioni populiste, demagogiche e antieuropee e i moderati di quello schieramento non potranno che essere uno specchietto per le allodole, la cui unica funzione sarà di raccogliere una manciata di voti al servizio del Capo.
La nostra “mission”, invece, è di diffondere la cultura della moderazione e del riformismo che è la cultura dell’approfondimento dei problemi e della ricerca delle soluzioni, del dibattito pacato e meditato fatto di ragionamenti e non di slogan, di elaborazioni culturali e non di battute, di rispetto per le argomentazioni degli avversari e non di insulti.
Sappiamo bene che nell’era di twitter e dei talk show gridati, in cui il successo è proporzionale alla aggressività verso gli interlocutori, in cui si è tanto più apprezzati quanto più si è primitivi, la nostra sarà una battaglia difficile che potrà coinvolgere e interessare solo una minoranza di cittadini. Ma il nostro riferimento culturale e ideale sono proprio le minoranze illuminate che hanno fatto la storia dell’Italia repubblicana, sia laiche, quali il Partito d’Azione, il Partito Repubblicano e Alleanza Democratica, sia cattoliche, quali la Sinistra di Base democristiana e i gruppi che si riconoscevano nella leadership intellettuale di Aldo Moro. 
Riteniamo che siano molti, sia nelle classi dirigenti che fra i cittadini, coloro che credono nella partecipazione e nell’impegno civile, che considerano il confronto fra le idee preminente rispetto allo scontro fra le persone, che ritengono doveroso anteporre il bene del Paese agli interessi individuali.
A questi cittadini, militanti e politici rivolgiamo il nostro invito e poniamo a disposizione la nostra modesta tribuna affinché Moderati e Riformisti di Centrosinistra sia sempre di più un giornale plurale che contribuisca a dare voce e forza agli italiani pensosi degli interessi della comunità nazionale.