MINZOLINI: DOPO LA CONDANNA PER PECULATO ARRIVA ANCHE L’ABUSO D’UFFICIO

AUGUSTO-MINZOLINI

Nuova grana giudiziaria per Augusto Minzolini. Non c’è pace per l’ex direttore del Tg1 che, già alle prese con la recente condanna definitiva inflittagli per peculato, si ritrova a dover fare i conti anche con l’accusa di abuso d’ufficio. Questa volta la condanna emessa dai giudici della quarta sezione del Tribunale penale di Roma è di quattro mesi di reclusione. 
La vicenda risale al 2010 e riguarda la rimozione dal telegiornale delle ore 20:00 della nota giornalista Tiziana Ferrario. Secondo i giudici, infatti, Minzolini, all’epoca direttore del Tg1, avrebbe esonerato la Ferrario dalla conduzione del telegiornale non per motivi redazionali, ma per “vendetta personale”.
L’attuale senatore di Forza Italia si sarebbe vendicato, abusando quindi del suo ruolo di direttore della testata pubblica, della collega giornalista per divergenze personali, in quanto quest’ultima aveva criticato la sua imparzialità a proposito delle notizie diffuse dopo la conclusione del processo Mills-Berlusconi. Nello specifico, la critica mossa dalla Ferrario a Minzolini era sulla linea editoriale adottata dal Tg1, a suo dire troppo “filo berlusconiana”. 
La condanna a  quattro mesi di reclusione va ad aggiungersi a quella di due anni e mezzo emanata in via definitiva dalla Corte di Cassazione lo scorso novembre per peculato: per aver utilizzato in maniera impropria la carta di credito che gli era stata fornita dalla Rai per le spese di rappresentanza.Toccherà ora alla giunta per le elezioni del Senato esaminare il caso e stabilire l’eventuale applicazione della legge Severino: questa prevede la decadenza dalla carica, per una condanna superiore a due anni per reati a danno della Pubblica Amministrazione. Nell’attesa il senatore di Forza Italia resterà in Parlamento.