MIGRANTI, SALVINI E LA LEGA CONTRO IL SUD. MA È SOLO PROPAGANDA ELETTORALE

Matteo Salvini

La polemica politica degli ultimi giorni è incentrata sulla accoglienza dei migranti. L’argomento, ovviamente, è stato monopolizzato dai governatori della Lega, Maroni e Zaia con la partecipazione del neo-presidente della Liguria Toti, che hanno opposto un rifiuto alla richiesta del ministero dell’Interno di accogliere una parte dei migranti che continuano senza sosta a sbarcare sulle nostre coste. 
Si tratta, in realtà, di una polemica fondata sul nulla, in quanto i presidenti di regione non hanno potere in materia di immigrazione, che compete al ministro dell’Interno, alle prefetture ed ai sindaci. Polemica che, però, denota due aspetti della politica leghista. Il primo, di berlusconiana memoria, è la convinzione di trovarsi in una campagna elettorale perenne, in cui bisogna continuamente trovare slogan, indipendentemente dal fatto che gli obiettivi prefissati siano raggiungibili o meno.
In questo caso i governatori del Nord sanno bene di non potere opporre un rifiuto, tanto che, proprio mentre i mezzi di comunicazione diffondevano questa ennesima polemica inutile, i primi gruppi di migranti partivano alla volta dei centri di accoglienza in Lombardia e Veneto. Il secondo aspetto che riemerge dalle dichiarazioni leghiste, invece, è l’idea di risolvere tutte le questioni scaricando i problemi sulle regioni meridionali. Non si capisce, infatti, per quale ragione la Sicilia possa ospitare il venti per cento di tutti i migranti arrivati in Italia ed il Veneto, che ha lo stessa popolazione, invece no. Si tratta della dimostrazione del fatto che la Lega Nord continua a ragionare solo in chiave regionalistica, ignorando completamente i bisogni e le necessità delle popolazioni del Meridione. È la vecchia regola del “prima il Nord” di bossiana memoria che, al di là degli slogan urlati da Salvini in campagna elettorale e della tanto sbandierata idea della “Lega italiana”, non è mai stata abbandonata. Questo dovrebbe costituire un campanello di allarme per gli elettori del Sud, che dovrebbero quindi ragionare con molta attenzione prima di dare fiducia al partito di Salvini che comunque, almeno fino ad ora, non è riuscito a piantare la propria bandiera a sud di Roma.