MIGRANTI, TRAGEDIA IN AUSTRIA. MA SALVINI CONTINUA CON LA PROPAGANDA

Matteo Salvini

Nemmeno di fronte alla ennesima tragedia dei 70 morti in Austria Matteo Salvini ha interrotto le sue esternazioni inconcludenti. Dopo la strage del TIR chiunque si renderebbe conto che la polemica sui salvataggi in mare non ha alcun senso, Se pure riuscissimo a bloccare tutti i barconi, i profughi arriverebbero via terra, come, peraltro, avviene già oggi. 
Ma il Segretario della Lega non cambia idea facilmente. La sua ultima proposta è predisporre campi di accoglienza in Libia, in Tunisia e in Marocco. Ovviamente, un discorso da uomo al bar, in quanto chiunque sa bene che si tratta di una proposta che non ha alcuna possibilità di realizzazione concreta.
In Libia, c’è una guerra civile senza esclusione di colpi. Ci sono fazioni, città, milizie, tribù, in lotta le une contro le altre. Salvini dica dove vorrebbe collocare i campi di accoglienza: a Tobruk, a Tripoli, magari a Sirte con l’accordo dell’ISIS? 
E cosa c’entrano Tunisia e Marocco che sono fuori dai percorsi seguiti dai migranti? Perché, poi, escludere l’Algeria che è al centro fra Tunisia e Marocco e che ha una enorme frontiera con i paesi dell’Africa sahariana?.
Ma Salvini non si abbassa a dare motivazioni alle sue proposte, a spiegare i dettagli. Lui è l’uomo delle magliette e dei 140 caratteri di twitter. 
Ma, poi, Salvini è il segretario della Lega. Aspira ad essere candidato contro Renzi. Le sue idee dovrebbero rientrare nel programma di un eventuale governo di centro destra. Invece, ammesso pure che la ricetta sia giusta e che Salvini venga eletto Presidente del Consiglio, la proposta è, comunque, irrealizzabile, in quanto non rientra nei poteri del governo italiano aprire campi di accoglienza in Libia, in Tunisia, in Marocco o in qualsivoglia altro stato.
Quindi, la sua elezione non risolverebbe il problema. A meno che non lo eleggessimo Segretario generale dell’ONU, delegandogli anche i poteri del Consiglio di Sicurezza.
Forse la soluzione è proprio questa. Salvini alla guida delle Nazioni Unite con poteri assoluti. Da “Il pranzo è servito” al Palazzo di Vetro.  Magari con la Padania, membro permanente con i cinque grandi.