MATTEO SALVINI PERDE LA CAUSA CONTRO L’EX MINISTRO CECILE KYENGE. NON FU DIFFAMAZIONE DIRE CHE LA LEGA NORD È UN PARTITO RAZZISTA

Dire che la Lega Nord è un partito razzista, come aveva dichiarato in due articoli pubblicati a marzo 2015 l’ex ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge, non è diffamazione, ma, nel caso specifico, rientra nell’esercizio del diritto di critica politica. È con questa motivazione che il gip di Milano Maria Vicidomini mette la parola fine all’indagine avviata nei confronti dell’ex ministro Kyenge, accusata di diffamazione nei confronti del Carroccio dagli stessi esponenti leghisti. Fu lo stesso Matteo Salvini, infatti, a querelare l’ex ministro dell’allora governo Letta per il contenuto, a suo dire diffamatorio, di due articoli, nei quali la Kyenge aveva parlato del Carroccio come di un partito dai connotati razzisti.
Ma di diffamatorio non c’è nulla e le tre pagine di motivazione con le quali il gip milanese archivia il caso suonano come un’altra sconfitta politica per il leader leghista, mentre sono il momento di riscatto per la Kyenge, più volte presa di mira in quegli anni dagli esponenti del Carroccio.  Il gip Maria Vicidomini, infatti, scagiona completamente l’attuale europarlamentare del Pd e spiega come in entrambe le interviste l’allora ministro Kyenge si era limitata a “rimarcare la necessità di sanzioni per i partiti o gruppi politici che si facessero portavoce di discorsi a contenuto razzista”, chiarendo di riferirsi non solo al Carroccio, ma a tutti i partiti.
È una storia fatta di diverse offese a senso unico quella tra l’allora ministro dell’Integrazione e il Carroccio. La “guerra” tra Kyenge e Lega Nord era iniziata con Roberto Calderoli che l’aveva definita “un orango”. Per l’uso di quell’espressione, per cui il Senato ha dato la sua assoluzione, poiché “non aveva finalità di discriminazione razziale”, Calderoli è ancora in attesa di sentenza della Corte costituzionale, che deve valutare se può godere di immunità parlamentare. Nello stesso anno, inoltre, anche Mario Borghezio era stato accusato di aver propagandato “idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale o etnico” nel commentare la nomina di Kyenge come ministro, mentre Salvini aveva scritto su Facebook  che l’onorevole Kyenge era “utile ai cittadini italiani, simpatica, educata e gradevole come una zanzara in camera da letto”.