MAROCCO: SVOLTA CONTRO L’ESTREMISMO RELIGIOSO. CADE LA PENA DI MORTE PER CHI LASCIA L’ISLAM

Marocco

di Antonio Formisano

Il Marocco apre alla possibilità di convertirsi. Chi vuole uscire dall’Islam non rischierà più la pena di morte. A rivedere la propria posizione è stato il consiglio superiore degli Ulema, massima autorità religiosa del Paese, che con una nuova fatwa, che ha pieno potere giuridico, guarda avanti in fatto di religione. La possibilità di conversione ad altre religioni, senza per questo rischiare la pena capitale, in un paese a maggioranza musulmana, segna una svolta molto importante.

Secondo le attuali regole in vigore in Marocco e in tutti i paesi a maggioranza musulmana, infatti, l’apostata, colui che abbandona la propria fede, è condannato a morte (ciò, vale la pena precisarlo, nonostante il testo del Corano non preveda alcun castigo terreno per coloro che rinnegano l’Islam). È vietato, inoltre, anche fare proseliti tra i fedeli di Maometto, se si è di altre confessioni. Era stato lo stesso consiglio degli Ulema, nel 2012, a dichiarare legittima la pena di morte per i marocchini colpevoli di apostasia: nella costituzione del Paese, benché si parli anche di libertà di culto, l’Islam è indicato come religione di Stato e di conseguenza erano praticamente impossibili le conversioni. In Arabia Saudita, per esempio, è stata comminata una condanna a morte nel 2015 per un caso di apostasia, mentre in altri paesi come l’Afghanistan addirittura i familiari del convertito possono eseguire di persona la condanna a morte per vendicare l’onore della famiglia stessa.
Di fatto oggi il consiglio degli Ulema rigetta la sua precedente fatwa, risalente al 2012, e con la nuova fatwa supera uno dei nodi cruciali dell’Islam. Rivedendo la propria posizione sull’apostasia e spianando così la strada al pluralismo religioso, di fatto, l’alto comitato degli Ulema segna la via del riformismo religioso  e punta il dito contro l’estremismo.