LOTTA ALL’ISIS: ARABIA SAUDITA E ITALIA RISPONDONO ALL’APPELLO DI OBAMA

Presidente Obama

L’appello del presidente Barack Obama, che aveva auspicato nella lotta al terrorismo maggiore partecipazione ed impegno anche da parte dei Paesi sunniti, non resta inascoltato. In men che non si dica, infatti, una prima risposta arriva repentina e a rilanciarla è proprio l’Arabia Saudita. Una seconda risposta, invece, arriva dall’Italia, che fa sapere di rafforzare i propri sforzi contro il Daesh. 
Si allarga il fronte anti-Isis anche tra i Paesi dell’area islamica. L’Arabia Saudita decide di uscire allo scoperto e prendere posizione. In che modo?
Lanciando una coalizione islamica composta di 34 Paesi: una vera e propria alleanza militare islamica, il cui obiettivo, esplicitamente dichiarato, è quello di contribuire attivamente e militarmente nella lotta a qualsiasi forma di terrorismo, quello del Califfato in primis. La neonata coalizione, che avrà un centro di coordinamento operativo a Riad e si confronterà con le maggiori potenze internazionali, vedrà impegnata tra gli altri anche  l’Indonesia, il più grande Paese musulmano al mondo.
Si tratta di una decisione sicuramente inaspettata, destinata tra l’altro a suscitare più di qualche dubbio e perplessità. Va ricordato, infatti, che la stessa Arabia Saudita è stata più volte accusata di tolleranza nei confronti del terrorismo. Inoltre è diffuso il sospetto che sostenga e finanzi in segreto le attività belliche dei gruppi radicali estremisti. 
Anche l’Italia rafforza il suo operato nella lotta all’Isis. Anche il nostro Paese decide di muoversi e fare di più, inviando 450 soldati in una delle aree più calde dell’Iraq. I nostri militari partiranno presto per Mosul per proteggere la diga sul Tigri, infrastruttura vitale per il Paese. Il loro obiettivo sarà quello di evitare che la diga possa entrare nel mirino di terroristi dell’Isis, già interessati alla sua conquista, e far sì che i lavori di risistemazione di questa infrastruttura, fondamentale per il Paese, possano partire. Un lavoro non facile, visto che negli ultimi mesi proprio la diga è stata oggetto di battaglie con i terroristi, che hanno cercato di impadronirsene.