LA SCOZIA NELL’UNIONE EUROPEA? POSSIBILE DOPO L’USCITA DELLA GRAN BRETAGNA

Sede della Commissione UE

di Andrea Daniro

Sede Commissione europea

Questo giornale lo aveva previsto fin dal 2015. Se la Gran Bretagna avesse insistito nell’intento di uscire dall’Unione Europea, la Scozia avrebbe lasciato il Regno Unito preferendo salvaguardare i rapporti con Bruxelles.
All’epoca sembrava fantapolitica, ma la previsione era basata su premesse ineccepibili. L’unica valutazione errata è stata ritenere che di fronte alla prospettiva di trovarsi fuori dalla UE e con uno Stato amputato della sua parte settentrionale gli inglesi avrebbero optato per il “remain”.
Non avevamo considerato nella giusta misura la spocchia degli inglesi, convinti ancora di essere il centro politico, finanziario e commerciale di un impero che, invece, esiste solo nella fantasia di alcuni di loro.
Peraltro, le classi dirigenti sono arrivate impreparate all’appuntamento con una uscita che nessuno dava per probabile. La prova è che, a quasi un anno da quel voto, Londra deve ancora inviare alla Commissione europea la comunicazione ufficiale per l’avvio delle trattative.
Comunque, al punto a cui sono giunte le cose, è pressoché scontato che la Brexit sarà portata fino in fondo, sia perché nessuno, a  Westminster, ha la forza di interrompere il percorso, sia perché nella UE, al di là delle dichiarazioni ufficiali, molti guardano con favore alla separazione con Londra.
In effetti, non c’è alcun motivo, né sul piano politico, né su quello economico perché i paesi della UE debbano temere ripercussioni negative dall’uscita dell’Inghilterra dalla Comunità.
Anzi, l’Unione potrebbe trarre vantaggio dal nuovo assetto, in termini di coesione e di capacità di guardare a un futuro di relazioni ancora più strette fra i paesi partecipanti. Non a caso si comincia a parlare di una Unione a geometria variabile, in cui alcuni Stati estendano le aree di sovranazionalità, dando nuovi poteri a Bruxelles.
L’idea, lanciata dalla Merkel, di un’Europa a due velocità, ha trovato ampi consensi nelle altre capitali e, soprattutto, è vista con favore sia a Parigi che a Roma. Il che significa che i grandi paesi sono pronti ad avviare un rinnovato percorso di integrazione comunitaria che potrebbe preludere a un futuro federale.
Se la Scozia  si consoliderà nel proposito di rimanere nell’Unione staccandosi dal Regno Unito, Bruxelles non potrà non aprire le porte al nuovo socio che, peraltro, essendo da tempo all’interno della UE, non dovrà superare alcun esame di ammissione.
Qualcuno ha avanzato il dubbio di remore da parte della Spagna che sarebbe preoccupata di creare un precedente che potrebbe facilitare, un domani, l’adesione di una Catalogna indipendente. Ma i due casi sono completamente diversi. La Catalogna sarebbe una regione che si separa da uno Stato aderente all’Unione, mentre la Scozia è una regione che si separa da uno Stato che non fa parte più della costruzione comunitaria.