LA QUESTIONE MIGRANTI DIVIDE LA UE. TORNARE AI VALORI PER RILANCIARE L’UNIONE

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La questione dei migranti continua a dividere l’Europa. La decisione dell’Austria di limitare il numero giornaliero dei profughi da accogliere ha infatti provocato nelle ultime settimane un vero e proprio effetto domino, con effetti a catena su tutta la rotta balcanica, portando alla progressiva chiusura delle frontiere macedone, serba e croata. Ciò si aggiunge alla posizione dei Paesi dell’Europa centrale, che continuano a chiedere la chiusura totale delle frontiere. Il gruppo, che comprende Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia ed Ungheria, continua a rifiutarsi di accogliere i profughi, lasciando sulle spalle degli Stati di prima accoglienza tutto il peso della crisi, in pieno spregio dei principi di solidarietà su cui si fonda l’Unione Europea.

È quindi necessario cominciare a fare una distinzione tra chi fa parte dell’UE per la fiducia nei suoi valori e per la volontà di sostenerli, e chi ne fa parte invece unicamente per interesse. Questi ultimi stanno di fatto modificando la struttura dell’Unione, con il risultato di fare perdere all’Europa il proprio motivo fondante, ossia la solidarietà tra i suoi componenti. Può essere, quindi, condivisibile la posizione del premier Renzi, che ha più volte affermato che i Paesi dell’Est Europa, pure pronti ad ottenere i fondi comunitari, sono invece molto meno attivi quando si tratta di supportare gli altri Stati nella questione dei migranti. È allora necessario che questa situazione cambi, al fine di preservare la stessa sopravvivenza dell’Unione Europea.