LA MERKEL VERSO LA RICANDIDATURA ALLA CANCELLERIA. MA L’ENTRATA IN CAMPO DI SCHULZ POTREBBE APRIRE NUOVI SCENARI

La Germania si prepara alle prossime elezioni legislative. La Cancelliera Angela Merkel ha ottenuto la candidatura del suo partito, i cristiano democratici, superando anche le resistenze di alcune minoranze critiche verso la gestione dell’immigrazione. Adesso, se come tutti ritengono,  arriverà anche il via libera dei cristiano sociali bavaresi, il partito gemello della CDU, la Cancelliera si presenterà agli elettori per ottenere un quarto mandato.
La Merkel, nonostante le critiche degli ultimi mesi, è ancora molto popolare e in una elezione diretta avrebbe la via spianata per la riconferma. Gli elettori, però, non scelgono il cancelliere, bensì il Parlamento, il Bundestag, che, poi, dovrà votare la fiducia al governo.
La CDU- CSU rimarrà, quasi certamente, il primo partito ma perderà consensi a destra a causa della presenza della AfD  e dovrà formare un governo di coalizione, come ha fatto, d’altronde, dopo le elezioni del 2013.
Quindi, la Merkel, ammesso che ottenga un buon risultato elettorale, dovrà, poi, riuscire a concludere un accordo con la SPD, oppure con i Verdi, considerato che sembra da escludere un’intesa con populisti di destra dell’AfD o con la Linke.
E qui si inserisce la novità degli ultimi giorni. Martin Schulz ha annunciato di rinunciare alla riconferma alla Presidenza del Parlamento europeo e a qualsiasi altra carica a livello UE per tornare a fare politica in Germania.
Con questa mossa il Presidente dell’assemblea di Strasburgo è diventato il più probabile avversario della Merkel anche se, al momento, rimane in corsa anche il Vice cancelliere Sigmar Gabriel.
È difficile valutare quale effetto potrebbe avere a livello di suffragi una eventuale candidatura di Schulz. A suo favore gioca il fatto che è molto conosciuto e che, per la scena politica tedesca è un uomo nuovo, essendo stato impegnato, dal 1994, a Strasburgo.
Ma, certamente, una sua eventuale candidatura renderebbe più difficili le trattative per una grande coalizione, in quanto il presidente del Parlamento europeo tenterebbe di condizionare nel senso della flessibilità la politica economica della Germania, mettendo in crisi l’asse Merkel – Schauble su cui si è fondata, negli anni più recenti, la politica economica di Berlino.
La cancelliera, in occasione del congresso dei cristiano democratici, ha fatto autocritica sulla gestione di alcune tematiche. Sull’immigrazione, in particolare, sembra che ormai sia finita la politica della porta aperta verso i migranti, e si andrà verso un sistema più restrittivo. Non c’è stata invece nessuna resipiscenza sulla politica economica e non ci sono segnali di passi indietro sull’austerity.. Nessun cambio di rotta, quindi, anche per il timore di perdere voti a destra in favore dei partiti euroscettici.
Però, anche se questa linea dovesse prevalere nella CDU non è detto che sarà la linea del futuro governo. Schulz è un convinto europeista ed è contrario al cieco rigore che finora ha ispirato la Germania. In una grande coalizione potrebbe avere la golden share del programma anche se la Merkel dovesse conservare la maggioranza relativa. Non è affatto improbabile, peraltro, che nel nuovo Bundestag SPD, Verdi e Linke abbiano i numeri per una alleanza alternativa. Scenario estremo, ma da non escludere di fronte a una situazione in cui nella CDU continui il predominio dei talebani della austerity ad ogni costo. Austerity che crea problemi anche agli strati più poveri del popolo tedesco in quanto porta precarietà nel lavoro e salari al limite della sopravvivenza.