LA GIUSTIZIA INGLESE: EX MINISTRO RISCHIA L’ARRESTO PER UNA INFRAZIONE AL CODICE DELLA STRADA

Chris Huhne

Lo spread dell’etica e della giustizia fra Gran Bretagna e Italia è molto più elevato che quello dei titoli di Stato.
L’ultimo episodio è veramente clamoroso. Chris Huhne, ex ministro dell’Energia, liberaldemocratico, politico emergente fino a qualche anno fa, è in disgrazia per un’ infrazione al codice della strada. Huhne, amante della guida sportiva e non amato dalla inflessibile polizia inglese, di fronte a una sanzione per eccesso di velocità, ha tentato di evitare il taglio dei punti della patente addebitando la violazione alla moglie. Scoperto, è stato costretto a dimettersi e ora rischia una condanna con relativo arresto per “ostruzione alla giustizia”.
I nostri ministri non corrono rischi del genere. Perché usano l’auto blu e, quindi, il problema dei punti riguarderebbe, se del caso, l’autista. Perché, se colti in flagrante, cercherebbero di far annullare la contravvenzione. Perché, se multati, scaricherebbero sul finanziamento pubblico il costo della sanzione. Perché troverebbero ridicola l’idea di dimettersi, considerato che non lasciano la poltrona nemmeno di fronte a inchieste o a condanne per reati molto gravi, quali associazione mafiosa, peculato, concussione.

La ripresa economica è importante, anzi è fondamentale. Ma, forse, un ritorno ai valori dell’etica pubblica sarebbe un buon viatico per ridare credibilità al nostro Paese in Europa e per propiziare una ripresa della crescita, condizionata negativamente, negli ultimi anni, anche da problemi a cavallo fra l’etica e l’economia quali l’evasione fiscale e la corruzione.