LA FORNERO È UNA FAN DI RENZI. MA LA BATTAGLIA CONTRO I CONSERVATORI NON È UN VALORE

elsa fornero
Ora al posto di Renzi saremmo davvero preoccupati. Non per l’inchiesta su Roma capitale o per i problemi connessi alla elezione di De Luca a Governatore della Campania o per la legge sulla Buona Scuola contestata da insegnati e studenti.
No. Saremmo preoccupati per le dichiarazioni di Elsa Fornero. La politica più impopolare d’Italia, la ministra che ha creato gli esodati e che ha firmato il decreto legge da cui è derivato il pasticcio della perequazione ha affermato che l’unico politico da salvare è Matteo Renzi perché “vuole cambiare l’Italia contro i conservatori”.
Evidentemente, la Fornero è convinta che Renzi sia simile a lei. Anche lei ha tentato di cambiare l’Italia e ha combattuto i conservatori. E le sue innovazioni resteranno nella storia. Prima di lei gli esodati non esistevano. Le riforme della previdenza, in genere, contenevano un minimo di norme transitorie per evitare che ci fossero lavoratori che rimanessero senza stipendio e senza pensione. E i soliti conservatori, chiusi alle novità, pretendevano che tali norme ci fossero anche nella sua riforma. Ma la ex ministra ha ignorato le loro proteste e ha imposto la sua legge a un Parlamento riottoso, sfruttando una situazione di emergenza che avrebbe richiesto, innanzitutto, un governo e un ministro all’altezza del compito.
La Fornero ha preceduto Renzi anche nella riforma dell’art. 18. Una riforma che ha azzerato non solo i diritti dei lavoratori ma lo stesso stato di diritto. 
I conservatori, forti della tradizione giuridica italiana, erano convinti che chiunque causasse un danno ingiusto fosse obbligato a risarcirlo.
Ma la Fornero ha rivoluzionato il diritto. Se il lavoratore dimostra che il licenziamento era illegittimo in quanto il giustificato motivo o la giusta causa non c’erano, il giudice, invece, di annullare il licenziamento, salvo casi particolari, si sostituisce al datore di lavoro e dichiara risolto il rapporto di lavoro addirittura con effetto retroattivo. 
Si potrebbe obiettare che, comunque, l’Ordinamento prevede il diritto al risarcimento. Ma, la Fornero ha pensato anche a questo. Il risarcimento non è rapportato ai danni effettivi ma è fissato per legge, con un massimo di due anni. Magari, il lavoratore rimane disoccupato venti anni e, quindi, il danno è molto più elevato, ma il risarcimento è “omnicomprensivamente limitato a ventiquattro mensilità”.
È una soluzione sicuramente innovativa. Secoli di tradizione giuridica distrutti. E i conservatori, che erano fissati con lo stato di diritto, hanno avuto una lezione che non dimenticheranno facilmente.
Comunque, l’accostamento è ardito e improponibile. È vero che anche Renzi è intervenuto sull’art. 18. E che anche lui invoca la lotta ai conservatori come la stella polare della sua azione politica.
Ma accostarlo alla Fornero è oggettivamente diffamatorio.
Se fossi al posto del premier, avrei già dato mandato agli avvocati per diffidare la ex ministra dal manifestare simpatia o vicinanza nei miei confronti. Ed eviterei di utilizzare slogan che possano dare adito a dubbi o sospetti in proposito. Inoltre, non demonizzerei i conservatori che possono sostenere tesi errate come tutti, ma non possono essere considerati pregiudizialmente dalla parte del torto, come insegnano, proprio le leggi della ministra dalla lacrima facile.
Il giudizio che gli italiani esprimono su Renzi non è quello di qualche mese fa’. Ma la Fornero è di un altro pianeta.