LA DERIVA ESTREMISTA DI FORZA ITALIA, ULTIMA ESPRESSIONE DEL BERLUSCONISMO IN DECLINO

SilvioBerlusconi
Il passaggio all’opposizione di Forza Italia segna la definitiva separazione fra i due partiti in cui si è diviso il Popolo della Libertà. E non solo perché si trovano schierati su fronti opposti ma soprattutto perché appare sempre più evidente la differenza di impostazione strutturale fra le due formazioni.
Ha ragione Alfano quando dice che Forza Italia è in mano agli estremisti. Ma Alfano non ha il coraggio di ammettere che se gli estremisti predominano in Forza Italia è perché estremista è lo stesso Berlusconi.
Analizziamo le ultime dichiarazioni dell’ex premier.
Berlusconi ha affermato:
– che la decadenza che il Senato si appresta a votare è un colpo di Stato, e, per dare maggior forza al discorso, anche che è un omicidio politico;
– che un presidente del Consiglio del G8 non può essere inviato ai servizi sociali;
– che, quale Presidente del Consiglio dell’Italia ha il merito di avere indotto russi e americani a ridurre le armi nucleari e ha fermato la guerra fra Russia e Georgia;
– che Mangano era una persona  per bene perché accendeva le candele in chiesa e faceva la comunione e che è un eroe perché è morto in carcere per non accusare lui e Dell’Utri;
– che nel 2006 ha perduto le elezioni per 24.000 voti grazie all’antica professionalità della sinistra nello spoglio delle schede;
– che Magistratura Democratica domina l’Associazione Nazionale Magistrati e il Consiglio Superiore della Magistratura;
– che la Germania (intendendo, ovviamente, la Merkel) ha ordinato alle banche tedesche di vendere i titoli italiani facendo salire lo spread a 500 per costringerlo alle dimissioni;
– che la sentenza della Corte di Cassazione che lo ha condannato è una sentenza politica, anzi una sentenza criminale;
Dire che questi discorsi sono eversivi  è, perfino, riduttivo.
C’è la trasformazione di una vicenda giudiziaria in un complotto. C’è il rifiuto di accettare una sentenza definitiva giunta a seguito di pronunciamenti conformi di tre gradi di giudizio e di quattordici giudici e pubblici ministeri, alcuni dei quali  culturalmente e politicamente su consolidate posizioni conservatrici, nonché della Corte Costituzionale che si è pronunciata sulla correttezza delle procedure, C’è il disconoscimento di una legge, la Severino, approvata meno di un anno fa a larghissima maggioranza, anche dai parlamentari del PDL.
Ma, soprattutto, c’è uno stravolgimento della realtà, per cui il rispetto della legge diventa un colpo di Stato, il principio “Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge” sancito dall’art. 3 della Costituzione diventa eversione, il tentativo di sottrarsi alle conseguenze di una sentenza diventa amore per la libertà.
Nella storia dell’Italia repubblicana solo le Brigate Rosse hanno avuto un atteggiamento così aperto di disconoscimento e di contrapposizione nei confronti della giustizia e dei giudici. Con la differenza che quello era un gruppo rivoluzionario, mentre in questo caso si tratta di un ex Presidente del Consiglio che, ancora oggi, è il leader di uno fra i più votati partiti italiani, nel quale militano ex ministri della giustizia e di altri dicasteri importanti, nonché ex responsabili di altre importanti cariche istituzionali.
Nessuna forza politica presente in Parlamento ha mai assunto posizioni così anti istituzionali, nemmeno il Partito Comunista di Togliatti o il Movimento Sociale di Almirante.
L’estremismo, d’altronde,  è una costante dell’avventura politica del Cavaliere. Che ha imposto alla maggioranza del Parlamento da lui controllata l’approvazione di una delibera nella quale si affermava che Ruby era la nipote di Mubarak. Che ha fatto votare dalle Camere una serie di leggi ad personam finalizzate a risolvere i suoi problemi giudiziari Che ha insultato in pieno Parlamento europeo l’allora Capogruppo dei socialdemocratici, attuale Presidente dello stesso Parlamento, Martin Schutz. Che si è lasciato andare a espressioni offensive nei confronti della cancelliera Merkel. Che ha spinto i suoi seguaci a manifestare sulle scale del Tribunale di Milano contro i giudici. Solo per citare gli episodi più gravi degli ultimi tempi.
Ciò nonostante, per anni, Berlusconi è riuscito a riunire tutti i simpatizzanti del centrodestra, moderati e estremisti, sotto le bandiere del Popolo della Libertà, anche perché l’offerta politica era limitata e la necessità di “impedire la vittoria dei comunisti”, secondo un suo slogan propagandistico di grande successo, spingeva gli elettori di centrodestra a fare blocco sulle liste del PDL 
Ora l’equivoco è finito. La deriva assunta dalla neonata Forza Italia è tale che non possono esserci dubbi sulle sue posizioni. 
I retroscena descrivono la sconcerto del Quirinale di fronte ad attacchi sguaiati che nulla hanno a che fare con la libertà di critica e con la libertà di stampa.
Siamo sicuri che altrettanto sconcerto sta attraversando gli elettori di centrodestra. I quali, al di là di aree in bilico fra il grillismo e un qualunquismo di basso profilo magari in questo momento irrobustite dagli effetti della crisi, non possono gradire di vedere le loro legittime aspirazioni di buon governo usate e strumentalizzate per tutelare un personaggio ormai in declino la cui scala di valori fissa al primo posto i propri interessi personali e all’ultimo posto quelli della comunità nazionale.