LA CORTE COSTITUZIONALE CANCELLA IL PORCELLUM. LA DEMOCRAZIA OGGI È PIÙ FORTE

Corte costituzionale
La sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato la illegittimità della legge elettorale rappresenta una svolta nella storia della cosiddetta seconda repubblica.
Finalmente, dopo tre legislature inquinate dai partiti personali e dall’asservimento del Parlamento ai satrapi della politica, la democrazia italiana riuscirà a liberarsi del famigerato “Porcellum”, la legge con la quale l’Esecutivo guidato da Berlusconi, nel 2006, cambiò il sistema elettorale al solo scopo di contrastare la vittoria  del centrosinistra.
La cosa più grave è che il governo che impose la riforma abolendo il Mattarellum giocò a carte scoperte. Lo stesso Calderoli, l’autore della legge, dichiarò pubblicamente che si trattava di una “porcata”, da cui il nome “Porcellum”, approvata per impedire al centrosinistra, che, secondo tutti i sondaggi, avrebbe vinto le elezioni, di riuscire a governare. In pratica, pur di colpire la coalizione avversaria, si condannava l’Italia alla instabilità, instabilità che è durata per tutti questi anni e dura tuttora.
In un Paese normale un partito di governo  non avrebbe mai osato approvare una legge del genere. E se lo avesse fatto, sarebbe stato condannato in maniera definitiva dal corpo elettorale. 
Invece, dobbiamo ricordare con rammarico che le furbizie di Calderoli sono state considerate da una parte rilevante degli Italiani una prova di grande intelligenza politica e Berlusconi che era il Premier di quel governo ha ottenuto, negli anni successivi, ancora più consensi di prima.
Non solo. Oggi gli esponenti di quei partiti che approvarono a suo tempo il “Porcellum” hanno la spudoratezza di pontificare contestando la legittimità del Parlamento, del Governo, del Presidente della Repubblica e della stessa Corte Costituzionale. 
È il massimo del disprezzo verso gli elettori quando, contando sulla disattenzione della pubblica opinione, si ha l’improntitudine di cavalcare spregiudicatamente una sentenza che, abrogando una legge di cui si ha la indiscussa paternità, ripristina le regole minime della democrazia e, nel contempo, rende palesi anche al grande pubblico le responsabilità proprie e della propria parte politica.
Fortunatamente, le conseguenze della decisione della Consulta sono molto diverse da quanto immaginato dai legulei del centrodestra.
La sentenza non è l’inizio ma è l’inizio della fine del caos istituzionale creato dal Porcellum. I giudici della Corte, contrariamente a quanto racconta Berlusconi che li descrive come una appendice della sinistra, hanno sempre dimostrato di avere a cuore il bene dell’Italia e anche in questa occasione sapranno pronunciare un giudizio che rafforzi la democrazia e le Istituzioni repubblicane.
La Corte è stata sempre consapevole delle proprie responsabilità. La sentenza non si limiterà ad abrogare il Porcellum. Indicherà anche le soluzioni. E, ovviamente, saranno soluzioni di alto profilo.  
Le Istituzioni sono patrimonio di tutti gli Italiani e non dovrebbe essere consentito a nessuno di piegarle a interessi di parte.
Oggi, abbiamo la conferma che, sia pure con il ritardo che la farraginosità delle procedure rende purtroppo inevitabile, la vigilanza degli organi di garanzia costituzionale rende più forte la nostra democrazia e la mette al riparo anche dalle deviazioni di maggioranze parlamentari non rispettose dei diritti dei cittadini.