LA COMMISSIONE UE ASSENTE SUL TERREMOTO. SCHIERARSI CONTRO I BUROCRATI DI BRUXELLES PER SALVARE L’EUROPA

Jean Claude Juncker

La tragedia che ha sconvolto le regioni centrali dell’Italia dimostra ancora una volta la inadeguatezza dei burocrati di Bruxelles. 
Di fronte a un terremoto che ha distrutto interi paesi l’unica reazione della Commissione è stato un tweet di uno sconosciuto Commissario per gli aiuti umanitari. Né il presidente Juncker né i tanti vice presidenti hanno ritenuto opportuno fare una dichiarazione di solidarietà con le popolazioni italiane coinvolte. 
Non è una critica all’Europa, è una critica ai componenti di  questa Commissione che, evidentemente,  si sentono a proprio agio solo nella veste di guardiani dei decimali di punto.
Non è questa l’Unione sognata da Altiero Spinelli e fondata da Monnet, da Adenauer, da De Gasperi, da Schuman.
La insufficienza politica e culturale dell’esecutivo comunitario risalta ancora di più se si considera che il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha avuto la sensibilità di manifestare immediatamente la sua vicinanza all’Italia.
D’altronde, questa Commissione è assente sul  terremoto, così come è assente sul dramma dei profughi e assiste in silenzio alle fanfaronate di un Orban che sta costruendo il suo consenso sulla guerra agli accordi comunitari e ai principi fondanti sui quali è costruita l’Unione.
Ha ragione il Presidente del Consiglio. Con questi burocrati specialisti in lettere sullo “zero virgola” è necessaria una risposta forte. Porre il veto al bilancio dell’Unione è il minimo che si possa fare. L’obiettivo finale non può che essere la sfiducia all’intera Commissione e la modifica delle regole che presiedono alla gestione delle Istituzioni comunitarie.
L’ultimo grande Presidente dell’Unione è stato Romano Prodi. Dopo, si sono succeduti personaggi sbiaditi scelti proprio perché non erano capaci di imporsi ai Capi di Stato e di Governo dei Paesi aderenti.
La decadenza della UE dipende anche da questo.  La mancanza di visione e la carenza di intuizioni strategiche portano a privilegiare aspetti marginali e a perdere di vista gli ideali ai quali i padri fondatori si ispirarono nella costruzione della CEE prima e dell’Unione poi.