L’ISIS IN DIFFICOLTÀ IN SIRIA. ASSAD ALLA RICONQUISTA DI PALMIRA

BASHAR AL ASSAD

L’Isis sarebbe in grande difficoltà in Siria e avrebbe subito pesanti perdite di uomini e mezzi. La notizia, confermata dall’Ondus, l’Osservatorio siriano per i diritti umani, arriva poche ore dopo l’annuncio di Vladimir Putin circa un graduale ritiro delle truppe russe dal suolo siriano.
L’esercito siriano del presidente Bashar Al Assad, con il sostegno dei raid russi, sarebbe ad un passo dalla riconquista della città di Palmira, diventata da diversi mesi una delle roccaforti dell’Isis. È da venerdì scorso che le truppe del regime siriano stanno portando avanti senza sosta la loro avanzata, per quella che potrebbe essere definita a tutti gli effetti la battaglia finale contro il terrorismo dello Stato Islamico: tornare in possesso della città di Palmira, sottraendola così al controllo dei jihadisti, infatti, sarebbe un’importante vittoria. 
Ma soprattutto avrebbe un grande significato strategico per diversi aspetti. In primo luogo perché la città, definita la “sposa del deserto”, è il simbolo della cultura e dell’archeologia siriana. In secondo luogo perché l’intento dell’esercito di Assad è quello di aprire una strada verso la provincia orientale di Deir el Zor, dove la situazione umanitaria è a un livello pessimo. Inoltre, nel sito archeologico di Palmira, secondo alcuni dati, dallo scorso maggio sarebbero asserragliati oltre duemila jihadisti dell’Isis. Stanarli sarebbe un grosso smacco per lo Stato Islamico. 
Riconquistando la città di Palmira l’esercito siriano romperebbe la principale linea di difesa che lo Stato Islamico ha per difendere Raqqa, caposaldo degli estremisti islamici, e bloccherebbe la principale linea di rifornimento per lo Stato Islamico.