L’Afghanistan si prepara al dopo Karzai

Il popolo afghano si prepara ad eleggere il nuovo presidente. Si conclude l’era di Hamid Karzai; dal 2002 prima a capo del governo di transizione e fino ad oggi alla guida dell’Afghanistan. Il 5 aprile si apriranno i seggi elettorali per scegliere il presidente e i governatori delle province e dai dati forniti dall’Indipendent Election Commission è stato stimato un incremento di circa 1,5milioni di coloro che si sono registrati per votare ( le registrazioni saranno possibili entro il 2 aprile) per un totale di 13milioni di elettori su una popolazione di 25.500.100 cittadini. La questione che preoccupa maggiormente è la sicurezza nelle sezioni che saranno allestite nelle scuole o nei luoghi adibiti anche nelle estreme periferie del Paese, dove l’alfabetizzazione è ancora carente e spesso l’istruzione viene impartita in alloggi di fortuna. Nei primi giorni dell’anno è stata convocata presso Camp Zafar una riunione con gli osservatori internazionali e le forze di sicurezza ISAF che insistono nell’area della Regional Command West, sotto il presidio italiano insieme alle autorità locali, al vice ministro degli interni e responsabile della sicurezza nazionale Muhammad Saed Salanjy, ai rappresentanti dell’ANA, l’esercito, dell’ANP, la polizia e l’NDS, l’intelligence afghana che ha ribadito che nel territorio gli insurgent pronti ad azioni di violenza sarebbero circa 4/5mila. Il comandante del contingente italiano, Michele Pellegrino, presente alla riunione, ha sottolineato l’importanza di “continuare a lavorare spalla a spalla ‘shona ba shona’ con le truppe Isaf contro l’insorgenza”. Oggi il compito della Joint force italiana è proprio quello di supporto e mentoring delle forze armate e della polizia locale, in particolare per la tornata elettorale di aprile”le nostre azioni saranno esclusivamente di supporto indiretto alle forze locali che si adopereranno per il trasporto dei materiali elettorali”, ribadisce il colonnello Fabio Asso, comandante del Advisor Team dell’Operation Coordination Centre Regional, che ha sottolineato anche l’importanza di quanto il lavoro di questi anni in coordinamento con le forze afghane abbia potuto produrre “una scrupolosa pianificazione dell’evento e di un’azione di testing della gestione dell’operatività che permettano di programmare al meglio la sicurezza. Oggi le  forze afghane sono arrivate ad un incontro comune con la capacità di coordinarsi e progettare interventi per la sicurezza delle elezioni”.Nonostante gli sforzi democratici e partecipativi nell’elenco dei candidati alla presidenza non figurano donne, mentre sono presenti nelle liste per i governatorati delle aree provinciali. Dieci sono i candidati alla presidenza, ad ognuno si abbinano due vice che devono appartenere ad etnie differenti. tra i nomi illustri spicca il fratello del presidente uscente dato come favorito negli ambienti di palazzo ma non troppo gradito alla popolazione, soprattutto nelle aree periferiche. Emma Evangelista