L’ACCADEMIA DELLA CRUSCA PROTESTA PER GLI INGLESISMI INGIUSTIFICATI

Si apre un nuovo fronte per Renzi. L’Accademia della Crusca contesta il malvezzo di utilizzare nelle leggi troppi termini stranieri e porta l’esempio del “jobs act” che potrebbe essere chiamato tranquillamente “programma sul lavoro” .
In effetti, questa volta, sicuramente non è colpa di Renzi. L’uso di anglicismi in politica e nella legislazione risale già a molti anni fa’ e, al di là di pochi casi in cui il termine inglese non è traducibile, dimostra, nel migliore dei casi, un provincialismo che va in parallelo con l’ignoranza.
Chi si rifugia nell’inglese in molti casi non conosce nemmeno l’italiano.
Peraltro, questa pessima abitudine si accompagna all’uso, nella legislazione e nella normativa di secondo livello, di un linguaggio per iniziati, ricco di riferimenti e richiami a norme precedenti che rende inintelligibili per i non addetti ai lavori i provvedimenti che escono dal Parlamento e dai Ministeri.
Renzi si è presentato come l’uomo del cambiamento. Cambiare in questo campo – magari rottamando tutti i politici e, soprattutto i burocrati, che non sono in grado di scrivere in un italiano comprensibile – porterebbe meritati consensi al governo fra tutti gli italiani di ogni colore politico.