JUNCKER PROPONE CHE LA RICOSTRUZIONE IN CASO DI DISASTRI NATURALI SIA INTERAMENTE A CARICO DELL’UNIONE. MA, AL MOMENTO, LA COMMISSIONE HA STANZIATO SOLO 30 MILIONI.

Questa volta la Commissione europea, probabilmente, ha fatto la mossa giusta. L’Esecutivo comunitario proporrà al Parlamento e al Consiglio europeo di modificare i regolamenti e di finanziare, in caso di calamità naturali, le operazioni di ricostruzione completamente con i fondi strutturali dell’Unione. Il primo caso, ovviamente, è quello dei paesi distrutti dal terremoto nell’Italia centrale.
Ma non è perché ne beneficerebbe l’Italia che manifestiamo apprezzamento per la posizione della Commissione. È perché, se andrà a buon fine, dimostrerà che a Bruxelles ci sono personaggi che capiscono che ci sono problemi più importanti della grandezza delle vongole e che è con quei problemi che l’Europa deve confrontarsi se vuole riconquistare il cuore dei popoli.
Però, l’Unione  è una costruzione complessa. I cambiamenti sono lenti. I rapporti fra le Istituzioni non facili. Non tutte le iniziative di rinnovamento vengono portate a conclusione e le proposte meritevoli di interesse sono fra quelle che con maggiori probabilità finiscono con una bocciatura.
Quindi, nell’esprimere condivisione  per la proposta Juncker, evidenziamo che si tratta solo di una proposta che potrebbe non diventare mai operativa.
Non  è tanto il passaggio in Parlamento il problema, quanto l’esame da parte del Consiglio, una sede  in cui, in genere, sono fortemente tutelati gli interessi nazionali.
Interessi che non sono in contrasto con un maggiore  impegno della UE per i Paesi colpiti da disastri naturali. Anche perché nessuno può immaginare di essere immune da tali eventi.
Ma la classe dirigente di molti Stati aderenti è troppo modesta intellettualmente e politicamente per capire una verità così elementare. Siamo certi che ci sarà sicuramente qualche leaderino di quarta categoria aduso al piccolo cabotaggio che si opporrà cercando di sfruttare l’occasione per qualche meschino vantaggio localistico. E, magari, riuscirà pure ad aggregare consensi in misura sufficiente a bloccare l’iniziativa della Commissione.
Quindi, non è da escludere che del  grande progetto di Juncker, che sarebbe il primo passo per un’Europa più responsabile e più vicina ai cittadini, rimarranno solo i 30 milioni che sono stati già stanziati e che, ovviamente, sono un risultato mediocre, degno dell’Unione declinante degli ultimi anni.
Quello che è certo è che, al momento, sono assolutamente ingiustificati i titoli con cui due fra i più autorevoli quotidiani nazionali hanno presentato la proposta del Presidente della Commissione “Terremoto, la ricostruzione con i fondi strutturali europei” e “L’Unione Europea finanzierà la ricostruzione post terremoto. Subito 30 milioni”. Titoli che dimostrano quanto è lontana la grande stampa dalla realtà e quanto è fallace la rappresentazione delle istituzioni e dei  loro percorsi deliberativi che arriva al grande pubblico dai media.